16 ottobre 2014 ore: 16:50
Famiglia

Minori transgender, i dilemmi della variazione di genere. Esperti a confronto a Napoli

Il professore Paolo Valerio anticipa gli argomenti che verranno affrontati domani all'Istituto italiano degli studi filosofici di Napoli, dal benessere psicofisico e sociale, ai trattamenti endocrini, alle leggi in materia di rettificazione di sesso: "L’adolescente andrà seguito con molta cautela nel suo percorso da psicologi esperti"

NAPOLI - Esistono ragazzini che sentono di non appartenere al sesso di nascita: che fare, quando un bambino si sente femminuccia e vuole giocare con le bambole? O quando un adolescente maschio dichiara ai suoi genitori di sentirsi una donna  e di voler “cambiare sesso”? Che suggerimenti dare ai genitori e agli insegnanti? Come intervenire? Sono queste alcune delle questioni al centro del convegno “Minori con varianza di genere: buone prassi e dilemmi”, che si terrà domani a Napoli all’Istituto italiano degli studi filosofici (ore 9/14), organizzato da Avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford, con SInAPSi - Centro di Ateneo Federico II e Fondazione Genere Identità Cultura. Aprirà i lavori Paolo Valerio, professore di psicologia clinica all'Università degli Studi di Napoli “Federico II” e presidente dell’Onig (l’Osservatorio nazionale sull’identità di genere) che ci anticipa alcuni temi dell’incontro.

"Al momento – spiega il professor Valerio -, benché i bambini e gli adolescenti che si presentano per una valutazione o trattamento clinico, rappresentino una minoranza nella popolazione generale, inferiore all’1%, pongono comunque dilemmi ai pediatri, psicologi, docenti quando entrano in contatto con le istanze che essi portano". "Dal punto di vista scientifico – prosegue Valerio - non esiste alcun modo di prevedere, nei bambini con varianze di genere, se questa sarà presente anche in adolescenza ed in età adulta ma l’esperienza clinica lascia presupporre che la varianza di genere – transgenderismo - potrà essere presente da adulti quando persiste in adolescenza".

Al convegno è prevista la presenza, oltre che di diversi esperti – medici, psicologi, magistrati, avvocati – del professor Jack Drescher che porterà l’esperienza degli Stati Uniti e di altri Paesi europei. L’obiettivo è di sensibilizzare ad una cultura delle differenze e tra i temi che saranno toccati nel corso della mattinata: il benessere psicofisico e sociale dei minori con varianza di genere; l’autodeterminazione del minorenne e il consenso ai trattamenti medici; la giurisprudenza in materia di rettificazione dell’attribuzione di sesso di minori; l’identità di genere nel Dsm-5 (l’ultimo Manuale diagnostico statistico che descrive tutte le malattie mentali) e nel Icd-11 (la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, stilata dall'Organizzazione mondiale della sanità) con particolare riferimento alle controversie relative ai minori. Si tratteranno le diverse questioni relative ai percorsi di transizione e al benessere dei minori con varianze di genere, con particolare attenzione all’autodeterminazione del minore, alle norme giuridiche e alle controversie presenti nel Dsm 5.

"In Italia – dice Valerio - è possibile per il minore accedere ad alcuni trattamenti endocrini, ma soltanto con il consenso dei genitori e dopo un attento e accurato studio del singolo caso. Questi interventi  vanno, infatti, realizzati con molta cautela, avendo esaminato con particolare attenzione ogni singolo caso. È comprensibile che, vista la delicatezza della materia, sia in corso un acceso dibattito etico, scientifico e sociale". Il professor Valerio spiega che oggi una delle principali questioni sulle quali si interroga la comunità scientifica è relativa all’uso di bloccanti ipotalamici. "La somministrazione di questi farmaci, che va effettuata prima del sopraggiungere della pubertà, serve a sopprimere la produzione di estrogeni e testosterone, per lasciare il giovane in una condizione di neutralità. Viene infatti impedito momentaneamente lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari – ad esempio, nei maschi la comparsa di peli e la crescita dei genitali, nelle femmine la comparsa delle mestruazioni e la crescita del seno - con evidenti conseguenze sul piano concreto: una maggiore semplicità per un eventuale intervento chirurgico di ri-attribuzione chirurgica del sesso nel caso voglia ricorrere a questo in età adulta come è consentito dalla legge presente nel nostro paese. Molto importanti sono anche per questi giovani gli aspetti sul piano simbolico in quanto possono affrontare in modo più sereno lo sviluppo della propria identità".
Saranno molte le questioni aperte su ci si confronterà domani a Napoli: come ad esempio, fino a che punto sia lecito prendere, d’accordo con i genitori ed avendo studiato con attenzione ogni singolo caso, decisioni così drastiche per un minore. Cosa accade, se crescendo, si pente della decisione presa? Quali possono essere le conseguenze? Sono interventi veramente reversibili?

"L’adolescente andrà necessariamente seguito con molta cautela – dice Paolo Valerio - nel suo percorso da psicologi esperti che dovranno di volta in volta valutare con attenzione i rischi e i benefici legati a tali interventi. A tal proposito va precisato che il blocco della pubertà è un trattamento temporaneo e, come emerge dall’esperienza di molti centri, reversibile. Tale intervento può essere portato avanti fino al momento in cui l’adolescente può decidere o di sospendere la terapia ormonale e di proseguire il proprio sviluppo secondo il genere concorde con il proprio sesso biologico o di transitare verso terapie ormonali femminilizzanti o mascolinizzanti a seconda dei casi". (ip)

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