9 novembre 2016 ore: 10:16
Immigrazione

"A seafish from Africa", documentario su una piccola storia di accoglienza bolognese

La storia di un’amicizia, di un rapporto di scambio e confronto. È il docu-film in cui Giulio Filippo Giunti racconta la storia di Yunisah Banda, ghanese di fede musulmana, che lavora con lui nel maneggio che gestisce sulle colline di Bologna. Proiezione il 10 novembre al Cinema Odeon
A seafish from Africa - Documentario

- BOLOGNA - Ghanese di fede musulmana, Yunisah Banda arriva in Italia nel 2007 in cerca di un’occasione per aiutare la sua famiglia in Africa. Nel nostro Paese incontra Giulio Filippo Giunti che gli propone di lavorare nel maneggio che gestisce sulle colline di Bologna. “L’ho conosciuto anni fa, ha iniziato a lavorare con me l’anno successivo al suo arrivo in Italia, con il tempo siamo diventati amici”, racconta Giunti che, oltre a gestire il maneggio, fa documentari. “Spesso tendiamo a vedere i migranti come una massa indistinta, io ho avuto la fortuna di approfondire la conoscenza di Banda, e ho deciso di raccontare la sua storia in un docu-film”, spiega. È così che inizia a portare con sé la telecamera, “quando ho chiesto a Banda se era d’accordo, lui ha risposto ‘mi interessa molto perché voglio far vedere il film in Africa e mostrare quanto è duro lavorare e vivere anche qui”, e riprende la quotidianità della vita, del lavoro con i cavalli, il susseguirsi delle stagioni, “giravo senza sapere cosa ne sarebbe stato, poi ho fatto un pre-montato per trovare un filo conduttore ed è nato il documentario che presenteremo a Bologna”.

A seafish from Africa - Documentario

“Ci sono due motivi per cui un africano decide di venire in Italia: fare soldi e, se non fa soldi, per fare esperienza. Tra un pesce che nuota nel porto e uno che nuota nel mare qual è quello che conosce il mondo?” Banda ha risposto così quando il suo amico Giulio gli ha chiesto come mai avesse scelto di venire nel nostro Paese. Questo scambio ha ispirato “A seafish from Africa”, il titolo scelto per il docu-film. “Banda sta facendo esperienza, che poi è quello che facciamo noi quando andiamo all’estero con l’Erasmus o altri programmi, ci andiamo per conoscere il mondo – racconta Giunti – Non so se si può parlare di integrazione, con lui c’è un rapporto di scambio e confronto: una delle cose che mi ha offerto è conoscere luoghi della mia terra di origine che non sapevo esistessero dove vive la comunità di suoi connazionali”.

“A seafish from Africa” è stato girato sulle colline di Bologna e racconta una piccola storia di accoglienza, l’incontro tra Yunisah e Giulio, l’amicizia tra i due e intorno a loro la presenza della comunità ghanese. Il film scorre al ritmo della natura e delle stagioni, con le conversazioni sul senso della vita, sulla morte, sulla religione e la famiglia e fa entrare lo spettatore in una cultura diversa raccontata in modo diretto ed efficace, senza paternalismi o moralismi. “Il mio non è un film di denuncia, ho scelto un approccio diverso, ho cercato l’intimità, la spontaneità – racconta – Poi ognuno può leggerci quello che vuole, certo è che i muri non sono una soluzione, mentre il confronto con l’altro arricchisce e bisogna saper approfittare di questa occasione di conoscenza”. E aggiunge: “Oggi, in Italia, abbiamo la possibilità di porre le basi per costruire un Paese più interessante, ma serviranno molti anni perché c’è una barriera culturale forte, c’è una difficoltà di fondo, che emerge anche dal film, ma ci si può lavorare, attraverso lo scambio, il confronto, la conoscenza”.

Dopo essere stato presentato a Milano al Festival internazionale del documentario Visioni dal mondo – Immagini dalla realtà 2016 nella sezione Storie dal mondo contemporaneo, “A seafish from Africa – Il mio amico Banda” (prodotto da POPCult e Carta Bianca) sarà proiettato a Bologna in occasione dell’anteprima del Festival Mente Locale – Visioni sul territorio 2016, al Cinema Odeon, il 10 novembre alle 19. Al termine della proiezione è previsto un incontro con il regista, la co-autrice Giorgia Boldrini e Yunisah Banda condotto dal direttore di Trc Ettore Tazzioli. (lp)

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