12 dicembre 2018 ore: 18:30
Famiglia

"Amarcord sal mèn" vince il concorso Corti di lunga vita

Oggi la premiazione del concorso internazionale promosso dall’associazione 50&Più. Pupi Avati, presidente della giuria: "Racconti consapevoli di questa età così complessa e affascinante della nostra vicenda umana"

Roma – E' Amarcord sal mèn il corto vincitore della seconda edizione del concorso Corti di Lunga Vita, concorso internazionale promosso dall’associazione 50&Più, che incoraggia la realizzazione di audiovisivi dedicati al tema dell’anzianità. Il regista di origine romena Dorin Valeriu Mihai, si è confrontato con ben 78 gli autori di diverse età (dai 22 agli 80 anni!) che si sono espressi proponendo la loro visione e interpretazione del tema al centro di questa seconda edizione “Viaggio all’origine della Gioia”. La cerimonia di premiazione si è svolta questo pomeriggio al MAXXI di Roma dove la giuria tecnica, composta da Pupi Avati (presidente), Lidia Ravera (scrittrice e giornalista), Lina Pallotta (fotografa e fotoreporter ), Marco Trabucchi (geriatra) e Anna Maria Melloni (direttore Centro Studi 50&Più), dopo essersi riunita, ha proclamato i vincitori. 

Il cortometraggio che si è aggiudicato il primo posto è ambientato in un laboratorio di movimento danzato dove i ricordi dei partecipanti vengono messi in scena. Movimenti semplici, come il lavoro, i giochi di infanzia, i gesti di affetto per i propri cari, vengono richiamati alla memoria. Il corpo attinge al suo patrimonio di segni e gesti, i ricordi diventano piccole poesie gestuali. “Le persone che compaiono nel video hanno partecipato ad un laboratorio condotto col Metodo Hobart®, una pratica a sostegno del mondo interiore per farne emergere la bellezza. Ne è nata una coreografia,  Amarcord sal mèn (mi ricordo con le mani), un breviario di piccoli gesti originati dai ricordi delle persone.” – ha affermato Dorin Valeriu Mihai. 

-Secondo gradino del podio per Partenze del giovanissimo regista (22 anni) Nicolas Morganti Patrignani. Il cortometraggio, già vincitore del San Benedetto Film Fest 2018, racconta di Ludovico che ha accettato la difficile scelta di sua moglie malata di porre fine alle sue sofferenze. In una camera da letto, vediamo la coppia, un vassoio con un fiore, un bicchiere. Il gioco di sguardi tra l’uomo e la donna parla del loro legame. Lei gli chiede di ascoltare quella canzone, lui l’accontenta e si sdraia accanto a lei, attendono assieme sulle note del cielo in una stanza. “Ho deciso di raccontare il difficile tema dell’eutanasia scegliendo come protagonisti due anziani perché l’aver condiviso un’intera vita insieme rende questa scelta più sofferta e difficile” – ha ricordato Nicolas Morganti Patrignani. Terzo posto per Sempre e per sempre del regista Carlo Ausino – Universal Foxy. Il cortometraggio tratta la storia di una donna anziana che cammina per la città deserta. Cammina tra ammassi di coperte che nascondono barboni e alcolizzati. La sua ricerca continua il giorno seguente. La donna mostra a tutti una foto in bianco e nero di un ragazzo bellissimo che nessuno riconosce. Giunta in ospedale chiederà a tutti quelli che incontra se hanno visto il ragazzo della foto. Un medico, venuto a conoscenza del suo problema, cercherà di aiutarla a trovare l’uomo della foto. “In questo cortometraggio ho voluto raccontare l’amore che sa andare oltre gli ostacoli e gli anni che passano” – ha ricordato Carlo Ausino.

Durante la premiazione è stato consegnato il Premio 50&Più, riservato agli iscritti dell’Associazione ed assegnato da una giuria composta dalle 50&Più provinciali, a Marcello Mamini con L’artista che racconta la storia di un anziano professore di disegno che ha perso la sua abilità artistica e se ne rammarica. L’incontro con un’allieva, che lo invita a rammentare la filosofia del suo stesso insegnamento, lo induce a riprendere in mano i pennelli e a ritrovare la sua vena creativa. “Ho voluto raccontare la storia di un artista che ritrova il piacere di dipingere sconfiggendo così l’amarezza e la solitudine della vecchiaia” – ha sottolineato Marcello Mamini. Menzione speciale a Corinna, il cortometraggio di Corrado Ceron nato all’interno di un laboratorio che il regista ha svolto a Milano. “Con Corinna ho voluto raccontare il tema della solitudine dal punto di vista di un anziano che ha usato la tecnologia per staccarsi dal suo stato di isolamento e solitudine. Il suo sentimento finisce in un oggetto cui si affeziona…un navigatore satellitare” – ha ricordato Corrado Ceron.

“Se mi ritrovo oggi a esprimere, con il conforto dei membri di una così autorevole commissione, un parere sui corti iscritti a questa meritevole iniziativa, è per la straordinaria esperienza umana vissuta lo scorso anno. Oggi però, al concludersi delle nostre valutazioni, posso asserire che la qualità dei cortometraggi presentati, è addirittura migliorata. I racconti si sono fatti più convincenti, più profondi, più poetici e consapevoli di questa età così complessa e affascinante della nostra vicenda umana” – ha ricordato il Maestro Pupi Avati, presidente della Giuria. “Le opere premiate oggi hanno suscitato forti emozioni toccando le corde più profonde del nostro cuore. La loro visione ci ha permesso di identificare la gioia non come un sentimento effimero di piacevolezza ma come atteggiamento di chi è consapevole che sofferenza e morte esistono, anzi avendole attraversate, ha sperimentato che la vita è più forte.  Riguardo, in particolare, al Premio 50&Più, riservato ai nostri soci, il corto premiato - prosegue Borghi - esprime in pieno lo spirito della nostra Associazione, che è quello di favorire la socializzazione e l’integrazione delle persone anziane, valorizzandone l'esperienza, le passioni, la creatività sviluppando anche un rapporto tra generazioni.” – ha dichiarato Renato Borghi, presidente nazionale di 50&Più. “Proprio in questi giorni l'ultimo Rapporto Censis descrive un'Italia disgregata, impaurita, incattivita. In questo scenario è ancora più rilevante la scelta dell’Associazione di dedicare la seconda edizione del Concorso alla gioia. Parlare di gioia significa parlare del potenziale antidoto a una società divisa, perché da personale diviene sociale, dall’io riporta al noi.” -  ha sottolineato Gabriele Sampaolo, segretario generale di 50&Più.