25 gennaio 2016 ore: 16:43
Economia

Bagnasco: "6,3 milioni di pasti dalle mense Caritas, è disagio alimentare"

La prolusione al Consiglio Episcopale permanente in programma a Roma dal 25 al 27 gennaio. "L'economia riprende? Nelle nostre parrocchie comunità questo non si nota". E mentre sottolinea la contrazione della solidarietà sociale, Bagnasco parla del reddito di inclusione
Pranzo, mensa per i poveri

ROMA - "Gli ultimi dati Istat confermano che oltre quattro milioni di persone nel nostro Paese vivono in condizione di poverta' assoluta. L'ultimo rilevamento della nostra Caritas, risalente al 2014, dice che circa un milione e duecento mila persone sono state aiutate dai Centri di Ascolto delle comunita' cristiane. I problemi maggiormente persistenti risultano essere quelli economici, di lavoro e abitativi". Lo dice il cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Cei, nella prolusione al Consiglio Episcopale permanente in programma a Roma dal 25 al 27 gennaio.

"I sei milioni e trecento mila pasti erogati, sempre nello stesso anno, dalle 353 mense della Caritas, a cui bisogna aggiungerne almeno altrettanti, assicurati da Parrocchie, Istituti religiosi, associazioni varie, indicano chiaramente l'esistenza di un vero e proprio 'disagio alimentare'. Lo stesso deve dirsi per la distribuzione dei "pacchi viveri": risultano essere oltre sei milioni e mezzo solo quelli dati dai centri coordinati dalla Caritas. A cio' si affiancano forme nuove di intervento come, ad esempio, una cinquantina di'empori-market solidali'". 

"L'economia riprende? Non si vede". Bagnasco evidenzia come "continuano, con alcune alternanze, voci autorevoli circa la ripresa complessiva dell'economia: ce ne rallegriamo, ma siamo quotidianamente testimoni che, nelle nostre parrocchie e comunita', le ricadute sul piano concreto non si notano ancora". 

Si contrae la solidarietà sociale. "Anche sul piano della solidarieta' sociale - afferma Bagnasco -, vediamo una contrazione preoccupante a diversi livelli, con indigenti di ogni tipo: bambini e anziani, donne e uomini. Purtroppo, e non e' una sorpresa, aumentano anche il disagio psico-relazionale e gli stati ansiosi dovuti alla preoccupazione per il futuro dei figli, e cio' accresce le difficolta' nei rapporti familiari, nonche' nella possibilita' di trovare e di tenere il lavoro".

Chi non ha lavoro perde dignità. "Sentiamo la sofferenza, non di rado sul filo dello scoraggiamento e della resa, di adulti che, dopo aver perso l'occupazione, da anni resistono grazie a lavori occasionali o alla provvidenza dei nonni. Veramente chi non ha lavoro sente di perdere anche la propria dignita'! A costoro, che sono folla, diciamo sommessamente di non arrendersi, che la Chiesa e' vicina; che insieme cerchiamo strade non solo di immediato sostegno, ma anche di nuove opportunita' lavorative".

Reddito di inclusione. "E' in atto da qualche anno un''Alleanza contro la poverta'': vi partecipano oltre trenta organismi del mondo ecclesiale, sociale, sindacale, per promuovere, fra l'altro, il 'reddito di inclusione' sociale, al fine di contrastare la poverta' assoluta mediante l'integrazione di sostegno al reddito individuale, nonche' tramite un'adeguata politica dei servizi come il lavoro, l'istruzione, la salute".
Rileviamo queste cose, aggiunge, "soltanto per riconoscere la forza della gente, la sua persistente capacita' di tenuta nonostante tutto, la possibilita' di fare reti virtuose, la voglia di lottare e di tenere accesa la fiammella della fiducia. C'e' un bene sommerso che non fa notizia, ma crea rapporti e segna la vicenda umana: va incoraggiato per far crescere il fronte della generosita' e del servizio ai poveri e agli indigenti, perche' la vita di tante persone richiede risposte concrete e tempestive". (DIRE)

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