10 febbraio 2017 ore: 16:56
Famiglia

Bambini maltrattati, la Garante nazionale: “Alzare il livello di tutela"

Nuove forme di maltrattamento, come quelle sul web, e ‘antiche’ come la tratta, la violenza assistita, la trascuratezza morale, gli orfani speciali. Per Filomena Albano, intervenuta agli Stati generali del Cismai a Bologna, “Serve innalzare il livello di tutela, ma scelte, come inglobare la Procura minorile in quella generale, vanno nella direzione opposta”
Minori maltrattati. Bambino piegato sulle ginocchia piange

BOLOGNA – “Oggi siamo stretti tra le nuove forme di maltrattamento, come quelle via web che le amplifica creando un effetto boomerang, e quelle antiche che si pensava debellate e che invece sono tornate in maniera inaspettata, come la tratta, soprattutto di ragazze. In mezzo ci sono la violenza assistita, i maltrattamenti, la trascuratezza morale, gli orfani speciali che, in seguito all’uccisione della madre da parte del padre, perdono contemporaneamente le due figure principali di riferimento. Per affrontarle, serve un approccio multidisciplinare”. A parlare è Filomena Albano, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza dallo scorso aprile, che è intervenuta nella prima giornata degli Stati generali 2017 sul maltrattamento all’infanzia in Italia organizzati dal Cismai (il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia) in corso a Bologna. “Serve innalzare il livello di tutela – ha proseguito la Garante – e invece si compiono scelte che lo abbassano”. Come quella di inglobare la Procura minorile in quella generale, conseguenza della possibile abolizione del Tribunale dei minorenni. “La Procura minorile è un presidio importantissimo per intercettare i casi di pregiudizio verso i minori – ha detto Albano, che è anche un Magistrato – perché, a differenza della Procura generale la cui azione è repressiva, ha carattere rieducativo, di prevenzione e, appunto, di intercettazione degli eventuali abusi. Inglobarla nella Procura generale comporterà una perdita di professionalità e l’impossibilità di trattare i casi che riguardano i minori con la dovuta attenzione”. 

Nel suo intervento la Garante ha sottolineato quali sono le criticità dell’Italia, a partire dai dati. “L’Onu ha più volte richiamato il nostro Paese sulla mancanza di dati omogenei sui maltrattamenti – ha detto Albano – Passi avanti ne sono stati fatti e altri potrebbero arrivare con l’entrata in vigore del ‘casellario dell’assistenza’, la mappatura su base censoria, e non campionaria, delle prestazioni sociali erogate dal Paese, istituita presso l’Inps”. Altra criticità riguarda proprio il suo ufficio, “l’Autorità Garante ha molte competenze ma nessun potere – ha sottolineato – : ad esempio, non abbiamo le competenze su privacy e minori, che rimangono in capo all’Autorità sulla privacy, né quelle sul digitale, che spettano all’Agcom”.  

Quest’anno, per la prima volta da quando è stata istituita, l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza dovrà riferire alle Nazioni Unite sulla situazione italiana rispetto all’attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, e in particolare sull’articolo 19 che riguarda le misure per tutelare i minori contro la violenza, i maltrattamenti, gli abusi. (lp)

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