25 luglio 2020 ore: 08:30
Famiglia

Bambini senza famiglia, Moreno cerca casa

di Antonella Patete
Ha 12 anni e un passato di violenza alle spalle. Vive in comunità, ma il suo sogno è trovare una famiglia: “Ora sono pronto per andare a casa, non sono più rotto”. Un nuovo appello delle MammeMatte: “Cerchiamo coppia o singoli per affido o adozione. Per favore, condividete!”
Affido, adozione, famiglia: mani sovrapposte - SITO NUOVO

ROMA – All’età di 12 anni è difficile sapere cosa si vuole, ma c’è una cosa su cui Moreno (nome di fantasia) ha le idee chiare: vuole una famiglia e non manca di ricordarlo a chiunque capiti sulla sua strada, educatori, giudice del Tribunale per i minorenni, assistenti sociali. “Ora sono pronto per andare a casa – dice –. Non sono più ‘rotto’ perché i dottori mi hanno aggiustato”. Occhi neri e profondi, alto, bello, Moreno ha trascorso gli ultimi tre anni in comunità. Entrare in una struttura residenziale è stato l’ultimo atto di una vita fortemente travagliata, nonostante la giovane età. E ora, su richiesta del Tribunale per i minorenni, l’associazione M’aMa-Dalla parte dei bambini (più conosciuta come La Rete delle MammeMatte), lancia un appello sul web: cercasi, in tutta Italia, coppia o persone singole (opportunamente formate dagli enti territoriali) disponibili ad accogliere Moreno in affido a lungo termine o in adozione.

Una storia di maltrattamenti

Quella di Moreno è una storia classica, in qualche modo: deprivazione, incuria, violenze fisiche e verbali, abusi da parte di chi doveva prendersi cura di lui. Eppure, per lungo tempo, Moreno si è attribuito la colpa di ciò che gli era successo in famiglia, raccontano gli operatori della casa famiglia, che hanno preso in carico il suo caso, e ancora oggi il piccolo fatica a trovare responsabili al di fuori di sé. Per mesi – raccontano – ha ripetuto “di essere rotto dentro con tanto bisogno di essere aggiustato”. Le carte del tribunale descrivono, poi, un bambino disponibile ad aprirsi con chi sappia ascoltarlo. E dai suoi racconti non ne viene mai fuori come vittima bensì come unico provocatore dei fatti, come ribelle, sempre pronto a sfidare i genitori descritti come persone buone e pazienti, che “non potevano fare altro davanti a tanta disubbidienza” “La mia casa era bellissima, doveva essere sempre pulita, quindi papà aveva ragione a picchiarmi con la cinghia quando lasciavo in disordine i miei giocattoli” ha raccontato agli operatori della casa famiglia. E ancora: “Certe volte mamma non mi faceva cenare e non mi faceva uscire da camera per giorni, dovevano andare a lavorare era giusto che mangiassero loro e non io”. Anche dinanzi alle botte dei genitori e alle “lusinghe” dei loro amici, Moreno non arretra di un centimetro: “Non ho ancora capito perché mamma e papà mi dicevano di essere gentile con alcuni dei loro amici, di abbracciarli, di essere tenero. Non sono mai riuscito a farlo e cosi mi ritrovavo nei guai. Ma loro mi facevano male”. E non sembra più ricordare di come, nonostante la giovanissima età, si sia dovuto trasformare in un vero e proprio papà nei confronti del fratellino minore per evitare che anche lui diventasse vittima di così tanta violenza ingiustificata. Ancora oggi Moreno non riesce a gestire le emozioni e, davanti a episodi di stress, butta fuori tutta la rabbia, urlando e mettendo a soqquadro la camera, per poi pentirsi e passare ore a sistemarla. Tuttavia, anche grazie a un percorso psicoterapeutico che dovrà continuare, è pronto a rielaborare il passato e a rimettere a posto i pezzi di un puzzle frantumato, ma per poterlo fare ha bisogno di una famiglia che lo prenda per mano e lo rassicuri.

Una rete per i bambini senza famiglia

Dal 2017 le MammeMatte sono riuscite e trovare una casa a 110 minori con bisogni speciali, facendo da ponte tra le famiglie e i tribunali. Si tratta di bambini definiti dagli stessi operatori come “difficilmente collocabili”, perché hanno dai 9 anni in su, hanno fratelli e sorelle, presentano gravi disabilità, sono istituzionalizzati da anni o sono vittime di maltrattamenti e abusi. Attualmente il progetto conta su una rete di 1.700 famiglie presenti sull’intero territorio nazionale.

Per maggiori info su Moreno e sugli altri bambini in cerca di famiglia: www.affidiamoci.com e/o scrivere a karin@affidiamoci.com o a mamadallapartedeibambini@gmail.com. Telefono: 339.8322065 (Karin) o 331.7910854 (Emilia)

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