13 luglio 2016 ore: 10:14
Immigrazione

Baobab, il comitato cittadini: "Ormai è zona franca, a noi negata l’assemblea"

Il Comitato cittadini stazione Tiburtina: "Come residenti di questa zona di Roma non ne possiamo più, la situazione è degenerata sotto gli occhi di tutte le istituzioni girate dall'altra parte. Siamo in piena legge della giungla, dove gli unici che devono rispettare le regole sono gli onesti cittadini”
Baobab 7 giugno 2016 4

ROMA - "Come residenti di questa zona di Roma non ne possiamo più, la situazione è degenerata sotto gli occhi di tutte le istituzioni girate dall'altra parte". Lo denuncia, in una nota, il Comitato cittadini stazione Tiburtina. "Ogni giorno in via Cupa – dicono - scoppiano risse tra migranti, la situazione non è più gestibile. Si parla solo dell'emergenza sanitaria, ma di quella di ordine pubblico perché non si parla? Ogni sera gli attivisti di Baobab chiudono senza alcuna autorizzazione la strada al transito impedendo l'accesso anche a noi residenti oltre che alle attività commerciali che hanno visto azzerare i propri incassi con i clienti che hanno paura ad avvicinarsi. I proprietari che avevano case affittate hanno visto fuggire i propri inquilini. Non si riesce più a dormire, tutte le sere i migranti fanno feste".

"Per giovedì - aggiunge il Comitato - noi cittadini, proprietari della via che è privata, abbiamo chiesto in Questura l'autorizzazione a svolgere un'assemblea in strada, autorizzazione che ci è stata negata. Per la stessa sera senza autorizzazione gli attivisti hanno programmato una festa pubblicizzata anche su internet. Nei prossimi giorni prenderemo esempio dall'icona della legalità, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, e anche noi svolgeremo in via Cupa manifestazioni con le sue stesse autorizzazioni che non ci risulta ci siano state. Siamo in piena legge della giungla, dove gli unici però che devono rispettare le regole sono gli onesti cittadini. Purtroppo per le autorità la pazienza è terminata. Passata questa settimana – conclude - che la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha definito la deadline, ci sentiremo liberi di manifestare in ogni modo il nostro dissenso". 

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