Basta con l’ergastolo ostativo: i detenuti possono essere ancora utili
MILANO - Basta con l'ergastolo ostativo: i detenuti dopo decenni di carcere possono essere più utili per educare i giovani a non commettere i loro stessi errori. Nel carcere di Opera a Milano, dove si sono svolti gli Stati generali "alternativi" dell'esecuzione penitenziaria (vedi lancio precedente), un gruppo di detenuti ha discusso e ipotizzato un'alternativa all'ergastolo ostativo. Nel nostro ordinamento, infatti, chi è condannato all'ergastolo può comunque accedere ad alcuni benefici, come il regime di semilibertà o la libertà condizionale. Tranne quelli che sono stati condannati per reati come terrorismo, associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione o associazione per traffico di stupefacenti, nel caso si rifiutino di collaborazione con la giustizia e fare i nomi dei complici. Per questi detenuti il destino è di morire in carcere.
Ma i reclusi di Opera hanno una proposta. "È da considerare che molte di quelle persone condannate per questi reati al momento in cui commisero il delitto erano poco più che dei ragazzi con un'età media che oscillava fra i 18 e i 23 anni e oggi questi ragazzi sono prossimi a compiere i 50 anni o poco più -si legge nel documento conclusivo-. Se la persona oggi si presentasse e presentasse il proprio vissuto condannandolo, mettendo la sua esperienza a favore della legalità contribuirebbe non poco a far cadere quel mito negativo e inculcare nelle giovani menti un concetto diverso del vivere sociale e in società". In altri termini, dopo 25 o 30 anni di cella una persona cambia e, se c'è una valutazione positiva da parte del giudice di sorveglianza del suo ravvedimento, è certamente meglio dargli una nuova chance e, per esempio, farlo girare per scuole e quartieri per incontri con i giovani. (dp)