13 febbraio 2003 ore: 14:49
Ambiente

''Ambiente Italia 2003''. La Legge-Obiettivo una minaccia: ''a rischio le conquiste degli ultimi anni''

ROMA - Crescono la aree protette più del 9% del territorio nazionale, l'agricoltura biologica arriva a coprire l'8% della superficie agricola, aumenta il numero di prodotti italiani certificati Dop e Igp (+7% in un anno) e l'energia eolica comincia a diventare competitiva. Dati in positivo contenuti nel rapporto “Ambiente Italia 2003” di Legambiente, presentato oggi a Roma, che fotografa lo stato di salute del paese.
Tuttavia questi elementi non bastano a tracciare un quadro felice per l’Italia dal punto di vista ambientale. Secondo Legambiente infatti resta inaccettabile lo stato della mobilità: solo il 50% delle autovetture a norma, sono in crescita i consumi di carburante e in media c’è più di un'auto ogni 2 abitanti. E’ grave la situazione della criminalità ambientale con 31.201 reati accertati ed un giro d'affari dell'ordine di 2,5 milioni di euro ed è pessima la qualità dell'aria che respiriamo. Se infatti calano CO e NO2, grazie al parziale rinnovo del parco auto, ma PM10 e Benzene fanno registrare un numero allarmante di superamenti annui delle soglie limite: 254 Torino, 192 Roma, 165 Napoli, 145 Milano. “Drammatica” la situazione del territorio italiano dove il 35% dei comuni è ad alto rischio idrogeologico. Infine secondo l’organizzazione ambientalista sono “insignificanti” le politiche per la riduzione dei gas serra (+5% dal 1990).
Secondo Legambiente la minaccia più pesante viene però dalla Legge-obiettivo. "Il nostro Paese sembra indirizzato su una strada che potrebbe mettere a rischio le conquiste degli ultimi anni, visto che senza dubbio il provvedimento col maggiore impatto sulle sorti dell'ambiente è la Legge Obiettivo.- ha spiegato il presidente Realacci intervenuto alla presentazione del volume realizzato con l'Istituto di ricerche Ambiente Italia e pubblicato da Edizioni ambiente - La Legge Obiettivo - coi suoi corridoi agevolati che scavalcano gli Enti locali, col suo ridurre la Via ad un mero passaggio burocratico, con la discutibile gestione degli appalti - rafforza, una struttura dei trasporti predominata e dipendente dal trasporto stradale su gomma. Il sostegno al cabotaggio e al trasporto ferroviario è stato insufficiente e il modesto decollo di queste alternative è dovuto sia a deficit infrastrutturali che ai sussidi periodicamente assegnati all’autotrasporto. E la Legge-obiettivo, col suo elenco strade a autostrade, non fa che accentuare questa dipendenza e appesantire le inadempienze italiane sul fronte dell'inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas serra”.
Secondo Realacci la crescita dell'agricoltura biologica, l'aumento dei prodotti certificati Dop e Igp, lo sviluppo delle aree protette e lo spazio conquistato dall'energia eolica “rappresentano il fiore all'occhiello del nostro Paese” e “le uniche tracce di una volontà di scommettere sulla qualità e su uno sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile."
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