14 febbraio 2017 ore: 16:16
Disabilità

Autismo, dal 2010 raddoppiati i casi tra i minorenni in Emilia Romagna

Alla fine del 2016 sono 2.836 i minori con autismo seguiti dal sistema sanitario regionale (+293 rispetto al 2015). Regione: “Incremento dovuto all’avanzamento delle capacità diagnostiche”. Per farvi fronte aumentati i professionisti nelle Asl: 19 in più a tempo pieno e 19 a part-time

BOLOGNA – Nel 2010 erano 1.458 i minorenni con disturbi dello spettro autistico seguiti dal sistema sanitario regionale. Alla fine dell’anno scorso erano praticamente raddoppiati (2.836), con un aumento di 293 pazienti nel solo 2016. “Un incremento costante dovuto all’avanzamento delle capacità diagnostiche”, spiega la Regione. Di fatto, per fare fronte a questo boom le Aziende sanitarie sono corse ai ripari: 19 professionisti in più a tempo pieno e altri 19 a tempo parziale. Ed “entro la fine del 2017 sono in previsione nuove assunzioni anche a Reggio Emilia”, hanno spiegato i tecnici dell’assessorato alla Sanità durante un’audizione in commissione tenuta questa mattina sullo stato di avanzamento del piano regionale. “Siamo riusciti, hanno poi riferito i tecnici, per i casi più gravi, a garantire le 4 ore di assistenza”. Prosegue, inoltre, il “programma di formazione rivolto agli educatori, anche nelle scuole, e la collaborazione con le associazioni”. 

In Emilia-Romagna “sono 15 le strutture residenziali che accolgono minorenni con problemi dello spettro autistico (un’altra è fuori regione), mentre 27 sono quelle semiresidenziali (2 fuori regione). Le strutture residenziali che ospitano adulti sono invece 49, 6 fuori regione, 109 quelle semiresidenziali, una fuori regione”. Il problema comunque è crescente e il presidente Pd della commissione Paolo Zoffoli ha “sollecitato l’impegno della giunta per il reperimento di ulteriori risorse rivolte specificatamente al problema autismo”.Daniele Marchetti della Lega ha chiesto “il coinvolgimento delle associazioni durante tutto il percorso di attuazione del piano, per comprendere l’efficacia o meno delle azioni messe in campo”. Il consigliere ha proposto anche una prossima audizione in commissione con le stesse associazioni. “Sono importanti i feedback – ha ribadito Raffaella Sensoli (M5s) – di associazioni e famiglie. Questa patologia coinvolge le famiglie a 360 gradi, che devono essere supportate anche nel passaggio del soggetto autistico dal’età infantile all’età adulta. Abbiamo presentato – ha aggiunto la capogruppo dei Cinque stelle – un progetto di legge per assicurare l’assistenza a minori e adulti autistici. Dobbiamo rilevare che nei nuovi Lea non sono programmati ulteriori fondi per l’autismo”. 

A un anno dall'approvazione del piano triennale, ha rilevato invece la democratica Marcella Zappaterra, “possiamo parlare di passi in avanti, le associazioni testimoniano che è aumentata la sensibilità sul problema, abbiamo imboccato la strada giusta”. (Dire)