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12 ottobre 2017 ore: 12:35
Società

Esame terza media, Miur: le novità non incidono sul contrasto al bullismo

La circolare pubblicata martedi' 10 ottobre dal Ministero con le indicazioni per le scuole sui contenuti del decreto attuativo della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) sulla valutazione e' molto chiara. E non fa che descrivere in modo piu' ...

Roma - La circolare pubblicata martedi' 10 ottobre dal Ministero con le indicazioni per le scuole sui contenuti del decreto attuativo della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) sulla valutazione e' molto chiara. E non fa che descrivere in modo piu' dettagliato, senza apportare nessun tipo di modifica, quanto previsto dai testi di legge approvati definitivamente ad aprile dal Consiglio dei Ministri, dopo una lunga consultazione parlamentare con piu' di cento soggetti auditi". E' quanto dichiara il Miur in una nota.

"Cosa cambia nella scuola secondaria di I grado nella valutazione del comportamento con le norme introdotte ad aprile? Non ci sara' piu' il voto in decimi. Con un obiettivo preciso- prosegue la nota- dare un quadro piu' chiaro e completo sulla relazione che ciascuno studente hanno con gli altri e con l'ambiente scolastico. Rispettando quanto previsto dal principio di delega contenuto nella legge 107 del 2015 (comma 181, lettera i, punto 1), che chiedeva di mettere in rilievo la funzione formativa e di orientamento della valutazione. La nuova modalita' di valutazione rilancia il rapporto scuola-famiglia responsabilizzando di piu' tutta la comunita' scolastica e le famiglie. Il comportamento, infatti, anche a causa della votazione numerica, e' stato spesso confuso e semplificato in passato con la 'condotta', ma racchiude in se' altri elementi. Riguarda, infatti, gli aspetti della vita sociale, il rispetto delle regole, dei compagni, degli adulti, degli ambienti, e, piu' in generale, le competenze sociali e di cittadinanza. La valutazione espressa con un giudizio sintetico consentira' di predisporre al meglio, d'ora in poi, sia da parte delle scuole che delle famiglie, le forme di accompagnamento necessarie per migliorare la vita scolastica e il processo di apprendimento delle ragazze e dei ragazzi".

"Perche'- conclude il Miur- le nuove norme non indeboliscono la lotta a bullismo e cyberbullismo, ne' il contrasto a comportamenti scorretti nelle aule come paventano alcuni? Perche' resta in vigore, come specificano sia il decreto legislativo approvato ad aprile che la circolare emanata martedi' scorso, la possibilita' di non ammettere alla classe successiva o all'esame finale coloro a cui sono state irrogate sanzioni disciplinari (articolo 2, comma 5, del decreto legislativo numero 62 del 2017, che richiama quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti).

Ma, soprattutto, cambia la logica del modello di intervento per la prevenzione e il contrasto al bullismo, che non viene legato al solo momento di assegnazione del voto o della valutazione finale, ma ad una progettazione piu' ampia prevista anche dall'attuazione della legge sulla prevenzione e il contrasto del cyberbullismo approvata a maggio dal Parlamento italiano, che, fra l'altro, istituisce, per la prima volta, la figura del referente di istituto, impegna gli uffici scolastici territoriali e le scuole a promuovere progetti e attivita' su questi temi". (DIRE)