4 luglio 2014 ore: 12:01
Economia

Bellezza e pulizia anche per gli homeless: due storie tra San Francisco e Roma

Nella città californiana funziona il progetto "Lava Mae" che trasforma bus comunali dismessi in docce mobili per i senzatetto. Nella capitale, attorno alla stazione Terrmini, “Il barbiere oggi è tutto”, finalista al premio L’anello debole, racconta l’importanza del “look”
Senza dimora: docce ambulanti su autobus a San Francisco
Senza dimora: docce ambulanti su autobus a San Francisco

ROMA – “Fate la doccia quando ne avete bisogno?”. Quasi ognuno di noi risponderebbe di sì, eppure l’accesso ad acqua e sapone non è un ‘lusso’ che tutti possono permettersi, ad esempio non è scontato per le persone che vivono in strada. I senza dimora devono infatti affrontare ogni giorno il problema della pulizia e della doppia emarginazione, causata anche dallo stigma della scarsa igiene. Quando si incontra un homeless e ci si imbatte a volte con il suo odore, il luogo comune è spesso quello di pensare “non si lavano”, ma concretamente “come possono lavarsi”?

Autobus docce senza dimora San Francisco

È questa la semplice domanda a cui ha tentato di dare una risposta Doniece Sandoval fondatrice del progetto “Lava Mae”, quando a San Francisco - città dove ogni giorno oltre 3.500 senza dimora vanno alla ricerca di un luogo dove pulirsi - ha incontrato una signora che piangeva per via del fatto di non potersi lavare. Quali possibilità potevano avere lei e tutti gli altri se in una città grande come quella erano previsti solamente 8 punti doccia? Guidata dalla forte convinzione che “ogni individuo ha il diritto di essere pulito”, dalla certezza che attraverso l’igiene “arrivano dignità e opportunità” e spinta dalla passione di trovare soluzioni uniche per problemi importanti, la Sandoval ha deciso di progettare “docce mobili per i senzatetto” trasformando i vecchi autobus urbani dismessi, in docce ambulanti. Gli autobus che sono collegati agli idranti, possono ospitare ogni giorno circa 200 persone. L’obiettivo è quello di arrivare entro il 2015 a 4 autobus per fornire 2 mila docce alla settimana.

La bellezza abita anche dove non c’è una casa. Dalla pulizia alla cura estetica il passo è breve e anche se si è senza fissa dimora, ci si tiene alla bellezza. Ce lo confermano le testimonianze raccolte nel cortometraggio di strada “Il barbiere oggi è tutto” nato da un’idea di Gianni Petiti e realizzato dal laboratorio video di Binario 95 della rivista Shaker di Roma. L’opera, finalista nell’edizione 2014 del Premio L’anello debole (sezione, Cortometraggi della realtà) mostra, sulle note del Barbiere di Siviglia e attraverso il racconto di tre barbieri e alcune persone che hanno vissuto e vivono sulla strada, come sia importante la cura del corpo.

"Il barbiere oggi è tutto" - Guarda il video
Il barbiere oggi è tutto - player grande

Il messaggio è chiaro “essere belli e attraenti è una cosa importante per i senza fissa dimora, così facendo si rendono utili alla società e a se stessi”. Barba e capelli, rasatura e tintura, taglio e piega, la bellezza incontra il mondo della strada e dell’emarginazione, mostrandosi sui volti delle persone senza dimora. Le originali storie si snodano tra ‘rasoi e pettini, lancette e forbici’ e delineano tre particolari situazioni documentate in via Marsala a Roma, a ridosso della stazione Termini. La prova che la bellezza abita anche dove non c’è una casa e una riflessione sugli aspetti umani, primo fra tutti l’estetica della condizione di ‘senza tetto”, considerata disumanizzante. “Tutti devono essere belli” spiega Milko il barbiere di strada perché “se vivi in strada e non ti curi è la fine”. Per Massimo “la cura personale dell’aspetto conta molto” ma poi a chiusura confida “io mi accontento di essere più bello dentro”. (slup)

Guarda la photogallery “Il barbiere della stazione Termini: Milko, mani di forbice

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