24 maggio 2022 ore: 16:37
Giustizia

Beni confiscati alle mafie, la Toscana aiuta i Comuni con 2 milioni

Ne beneficeranno quattro amministrazioni comunali. Giani "Gli immobili devono tornare ai cittadini". Ciuoffo: “Continueremo con questo aiuto anche nei prossimi anni”

FIRENZE - La Regione Toscana tende la mano ai Comuni a cui sono stati destinati beni confiscati alla criminalità organizzata: risorse che aiuteranno le amministrazioni comunali a fare di quei luoghi presidi attivi e produttivi contro le mafie, volano per le economie del territorio o progetti di cittadinanza attiva, di educazione alla legalità o di integrazione sociale. “Siamo immersi in una tale bellezza - sottolinea il presidente Giani - che la Toscana ci è sembrata a lungo impermeabile a mafia e camorra, che invece pervadono la società anche se non ce ne accorgiamo. E i beni sequestrati, che devono tornare ai cittadini, lo dimostrano: una mafia di colletti bianchi, che acquista terre, immobili ed aziende con il denaro sporco frutto di altri illeciti”.

“La misura di aiuto ai Comuni – spiega l’assessore alla legalità della Toscana, Stefano Ciuoffo - che abbiamo tenuto a battesimo con questo primo bando è andata bene. Finanzieremo subito cinque interventi e confidiamo che altri Comuni si facciano avanti nel 2023 e nel 2024 per sostenerne altri. Restituire alle comunità locali questi beni rubati dalla criminalità organizzata, dare loro valore e farli vivere è un passaggio fondamentale nell’impegno per promuovere una diffusa cultura della legalità, che vede qui in Toscana istituzioni e mondo del volontariato lavorare assieme. È una responsabilità che abbiamo nei confronti di chi ha  messo a rischio la propria vita per combattere le mafie e qualche volta l’ha anche persa”. Il via libera della giunta regionale al contributo alle amministrazioni comunali è arrivato il 23 maggio, giorno dell’anniversario della strage di Capaci, in cui trent’anni fa morirono il giudice Falcone, la moglie e magistrato Morvillo e tre agenti della scorta.  

Sono ventisei i Comuni in Toscana a cui sono stati destinati immobili  (https://www.regione.toscana.it/-/elenco-dei-beni-confiscati-alla-criminalit%C3%A0-organizzata-e-destinati-ai-comuni-della-toscana ) dall’agenzia nazionale che gestisce i beni confiscati. In otto si sono fatti avanti per godere del contributo regionale: quattro lo riceveranno subito (2,3 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione), gli altri quattro, a cui sarà destinato un altro milione di euro, lo potranno fare quando avranno la piena disponibilità dei beni. In questo momento infatti quegli immobili sono o occupati o solo parzialmente di proprietà dell’ente. Tra le amministrazioni beneficiarie c’è il Comune di di Terranuova Bracciolini, a cui è stato destinato un capannone industriale a Poggilupi e una villetta con box auto alle Ville. Per la loro ristrutturazione riceverà 710 mila euro: la villetta sarà utilizzata per fronteggiare situazioni di emergenza abitativa, mentre nel capannone troverà spazio un deposito per i mezzi comunali, protezione civile compresa, e l’archivio. "La confisca dei beni - afferma il sindaco Sergio Chienni - non è sufficiente: per raggiungere compiutamente l’obiettivo è necessario che gli stessi vengano destinati ad un effettivo utilizzo in favore della collettività, con finalità pubbliche. Grazie alle risorse erogate dalla Regione, che ringrazio, riusciremo a restituire alla nostra comunità due immobili sottratti alla criminalità organizzata e sarà un'occasione significativa da un punto di vista funzionale oltre che dall'importante valore simbolico. Spesso l'ente locale da solo non riesce a far fronte ai costi per il ripristino che ne conseguono”.

Arezzo è la provincia in Toscana che conta il maggior numero di beni confiscati ed affidati in via definitiva: ben quarantacinque particelle catastali, tra Terranova Bracciolini e Marciano della Chiana. Quest’ultimo non potrà però al momento usufruire del contributo regionale perché i diciannove appartamenti e ventidue box auto sequestrati in questione sono stati trasferiti al patrimonio dell’ente solo a metà. Il Comune intendeva ristrutturare gli immobili per farci appartamenti di edilizia residenziale pubblica e di edilizia residenziale sociale per donne vittime di violenza, oltre ad un asilo nido. Anche l’amministrazione di Montopoli in Val d'Arno, in provincia di Pisa,  riceverà un contributo: 183 mila euro per ristrutturare un appartamento dove ospitare un centro anti-violenza e rifugio per donne e bambini maltrattati. "Ringraziamo la Regione Toscana - afferma il sindaco Giovanni Capecchi - per la sensibilità dimostrata verso una piaga dilagante che ci riguarda tutti da vicino. Quando abbiamo avuto la notizia che nel nostro territorio c'era un bene sequestrato alla mafia e potevamo acquisirlo al patrimonio del Comune abbiamo avuto una reazione di sconforto e frustrazione, perchè avevamo avuto la prova inequivocabile della presenza della mafia anche nel nostro comune. Successivamente il turbamento si è trasformato in voglia di riscatto e di lotta ed abbiamo deciso di destinare il bene confiscato a chi usa la violenza come mezzo per ottenere tutto a chi invece la violenza la combatte quotidianamente. Anche come atto simbolico”. “L’iniziativa della Regione Toscana, che ci aiuta a migliorare le nostre intenzioni – conclude -. è molto significativo”.

 

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