16 marzo 2018 ore: 11:14
Società

Bianco, giallo, nero e di colore: discriminazioni "a fior di pelle"

Che cos’è la discriminazione su base melaninica? Lo ha spiegato Margherita Cardellini, dottoranda al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna intervenuta alla trasmissione Italia-Italie. Il tema sarà al centro di un convegno che si terrà a Bologna il 20 marzo
No al razzismo, mani - SITO NUOVO

BOLOGNA – Con il progetto Humanæ, la fotografa brasiliana Angélica Dass ha sfidato gli stereotipi sui colori della pelle: dal 2012 fotografa volti di persone per realizzare una tassonomia organizzata secondo la palette Pantone e dimostrare che non si possono ridurre i colori delle carnagioni semplicemente ai colori bianco, nero o giallo. Il motivo? Lo spiega Margherita Cardellini, dottoranda al Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, intervistata a Italia-Italie: “Non sono sufficienti a rappresentare l’ampissima gamma di colori della pelle”, che sono invece potenzialmente infiniti. Dalla semplificazione alla discriminazione, il passo è breve. “Si definisce discriminazione su base melaninica, quella che colpisce un soggetto sulla base di un dato identitario piuttosto visibile”, spiega Cardellini. E in genere si tratta proprio di quel soggetto che viene definito “di pelle scura”. A questa sfumatura cromatica si accompagna poi “un bagaglio di rappresentazioni negative che non pesa invece a chi rientra nella categoria di ‘pelle chiara’ e che si concretizza sotto forma dipregiudizio etnico. È frutto dell’intreccio storia, del sistema culturale e politico”.

Così chi non vuole offendere utilizza la definizione “di colore” che “fa sentire più al sicuro le persone che lo pronunciano, in particolar modo se hanno la ‘pelle chiara’. Fa sentire più educati, in una sostanziale comfort zone nella quale si pensa – o si crede – di non essere razzisti e di non essere offensivi. Ma le persone che si identificano nella parola ‘bianco’, non sono anche esse ‘di colore’?”, riflette Cardellini. Di questo e molto altro si parlerà martedì 20 marzo al convegno internazionale “United in diversities and similarities” presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione di Bologna, Via Filippo Re 6.

 

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