19 aprile 2017 ore: 12:59
Società

Biotestamento, favorevoli o contrari: tanti i dubbi sul ddl

Settimana decisiva per il biotestamento. La Camera ha ripreso i lavori dopo la pausa pasquale con il disegno di legge sulle 'Disposizioni anticipate di trattamento' (Dat), un testo che disciplina l'interruzione delle cure mediche per i malati terminali...
Fondo non autosufficienza

Settimana decisiva per il biotestamento. La Camera ha ripreso i lavori dopo la pausa pasquale con il disegno di legge sulle 'Disposizioni anticipate di trattamento' (Dat), un testo che disciplina l'interruzione delle cure mediche per i malati terminali, nel caso ci sia un'espressa volonta' in tal senso.

La legge, attesa in Italia dalla morte di Eluana Englaro, otto anni fa, ha subito un'accelerazione dopo i recenti casi di suicidio assistito in Svizzera di Dj Fabo e Davide. Restano ancora da votare un centinaio di emendamenti: poco fa e' stato approvato quello relativo alla soppressione del comma 6 articolo 1 che dara' al paziente il diritto di abbandonare le terapie. Sembra confermato, per il momento, il punto principale del primo articolo sulla possibilita' di interrompere l'alimentazione e idratazione forzata, gia' approvato nonostante le resistenze di buona parte dei deputati che parlano di "eutanasia mascherata".

Dovesse reggere l'insolito asse Pd-M5S, l'approvazione definitiva del testo - destinato poi a dividere il Senato, dove i numeri a favore sono molto piu' risicati - potrebbe arrivare gia' in questa settimana. Non la pensa cosi' il presidente dell'associazione per il diritto a una morte dignitosa 'Exit Italia', Emilio Coveri, convinto che non ci sia la volonta' politica di risolvere la questione: "Sono quasi certo che il discorso si arenera'- dichiara all'agenzia Dire- l'80% degli italiani, come sottolineato dal sondaggio Eurispes, e' favorevole a una normativa sul fine vita. A mancare, secondo me, e' la volonta' politica. Si arrivera' a un compromesso sul testamento biologico, che rappresenta sicuramente un passo avanti, ma non e' sufficiente".

Il presidente di Exit Italia, Emilio Coveri, aggiunge: "Questa legge dovrebbe essere il trampolino di lancio che porta all'eutanasia legale e al suicidio assistito, e' questo il nostro reale obiettivo. Abbiamo anche raccolto 70mila firme per presentare una legge di iniziativa popolare, ma i politici sembrano fare spallucce. Le feroci critiche contro lo stop all'alimentazione e idratazione forzata dimostrano che sara' molto difficile arrivare a una soluzione che accontenti tutti- spiega- specie i malati che, disperati, saranno ancora costretti ad andare in Svizzera a morire. In esilio e lontano dai loro affetti".

Di parere opposto la neuropsichiatra infantile e deputata centrista Paola Binetti, contraria a questo testo sulle Dat ma sicura che sara' approvato a breve. "È come se questa legge viaggiasse su un binario caratterizzato da opposte convergenze. Da un lato si nota, da parte del Pd, la volonta' di chiudere quanto prima il discorso, utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla Camera, a cominciare dal contingentamento assoluto dei tempi. Dall'altro bisogna evidenziare la crescente consapevolezza maturata nel mondo cattolico e professionale, specie tra i medici. Ho letto vari articoli che sottolineano le criticita' di questo provvedimento- continua l'esponente della commissione Affari sociali alla Camera, intervistata dalla Dire- che comporta notevoli rischi per tante persone portatrici di handicap, o anche solo depresse, e per chi potrebbe essere indotto a credere che la sua vita non abbia piu' valore e, come tale, non sia degna di essere vissuta".

Secondo Binetti "questa legge si caratterizza per una serie di ipocrisie formali che la rendono ancora piu' ambigua e discutibile. Penso al tema dell'interruzione forzata di alimentazione e idratazione. Una pratica prevista dal ddl, seppur mascherata. Si e' infatti usato un escamotage linguistico per spostare l'attenzione. Nel testo si dice che il paziente puo' rifiutare qualsiasi trattamento. Per poi aggiungere: alimentazione e idratazione sono trattamenti". Ma c'e' un altro punto critico per la deputata: "Trovo assolutamente sbagliata l'idea di obbligare il medico a sottostare alle decisioni del paziente, anche quando non e' d'accordo. Inoltre- aggiunge- questa legge si spinge ancora oltre e mette in carico all'istituzione di soddisfare le esigenze dei malati, anche se il singolo professionista dovesse dire di no".

E sulla convergenza tra Pd e M5S, la deputata centrista conclude: "Sembra incredibile che i due partiti che si contendono a base di virgole la leadership, contraddicendosi su tutto, arrivino a uniformare le loro decisioni quando si discute di vita e di morte, prendendo entrambi questa decisione convinta per la morte. Anche per questo mi auspico che nasca presto un terzo polo compatto e pronto a dire 'Sto dalla parte della vita'". (DIRE)

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