4 dicembre 2013 ore: 13:17
Disabilità

Bollo sulle carrozzine, lo ''scherzo'' della satira semina il panico tra le famiglie

L’articolo pubblicato da Lercio.it sulla nuova tassa non fa ridere i diretti interessati, che prendono la notizia per vera. Cometto: “Colpa del’inquisizione in atto ai danni dei disabili, che ormai non si stupirebbero più di nulla. Falsa anche la ‘buona notizia’ sull’Isee”
Carrozzina vuota in penombra, disabilità

ROMA – E’ talmente verosimile che sembra vera: la falsa notizia pubblicata dal giornale satirico on line Lercio.it, che fa riferimento all’introduzione del bollo sulle sedie a ruote, fa scattare un vero e proprio allarme tra le famiglie con disabilità. La notizia è del 22 ottobre, ma ancora oggi, sui social network, non è a tutti chiaro che si tratti di uno scherzo: e all’indomani dell’approvazione del nuovo Isee, torna alla ribalta, mostrando l’attenzione e la reattività di queste famiglie di fronte alle nuove misure economiche e fiscali. Vere o false che siano.. 

box“Bollo sulle carrozzine per disabili: c’è l’ok del governo Letta”, titola Il Lercio l’articolo dedicato alla firma, da parte del presidente Napolitano, del decreto “SalvaItalia 2.0”, a cui – si legge nell’articolo, “a cui il governo Letta ha dato il like”. L’apertura evidentemente ironica non basta però a rendere inverosimile, agli occhi dei lettori più “sensibili”, il passaggio successivo: “il provvedimento che ha fatto più discutere – si legge - è il nuovo bollo sulle carrozzine per disabili. Dal 2014 infatti, le normali sedie a rotelle dovranno circolare obbligatoriamente con il bollo ben esposto ed a revisione biennale, con sequestro e demolizione del mezzo per i trasgressori, provvedimento questo che porterà nelle casse dell’erario circa 2 miliardi di euro secondo i calcoli degli esperti. Questo nuovo bollo – continua l’articolo - primo in Europa e fortemente voluto dalla Lorenzin (che ha lottato fino all’ultimo anche per introdurre l’assicurazione obbligatoria sulle carrozzine elettriche), è stato votato all’unanimità da PD, PDL e Lega. Astenuto Sel a causa della difficoltà di pronuncia della parola ‘carrozzella’ da parte di Vendola e contrario il M5S che avrebbe voluto estendere l’obbligo alle ‘carrozzine blu’ ed alle badanti che le spingono”. 

Non una risata, ma un’ondata di preoccupazione accoglie dunque la falsa notizia: “Invece di prosciugare noi , dimezzatevi il vostro stipendio e i vostri vizi: vedrete che così potremo risanare il Paese”, commenta oggi Antonia, postando la notizia sulla sua bacheca Facebook. “Non ci posso credere!!”, reagisce subito Francesca, che evidentemente, nonostante tutto, ci crede. Così come ci crede Katia, che affida il suo segno ad un semplice “Noooo”. Capisce lo scherzo, invece, e prova a spiegarlo agli altri Roberta: “Calma, è un articolo di ‘Lercio’, leggete bene l’ articolo, ahahahah”: ride, ma non esclude, amaramente, che “adesso possa piacere l'idea al nostro buon governo…”. E conclude: “Io non mi stupisco più di niente, la fregatura è sempre dietro l'angolo!”.

La vicenda allora non è solo un equivoco, ma piuttosto il segno e la prova di uno stato d’animo diffuso tra le famiglie delle persone con disabilità, che soprattutto negli ultimi anni si sono trovate a dover spesso presidiare i propri diritti e quei benefici economici che , seppur non sufficienti a coprire i bisogni assistenziali dei loro carichi, vengono spesso trattati come privilegi. Insomma, se ogni Finanziaria prova (e poi rinuncia, almeno fino a questo momento) a ridimensionare indennità e accompagnamento, o a ridurre la platea dei beneficiari, se con il pretesto dei “falsi invalidi” si è tentato a più riprese di contenere la spesa sociale destinata a questa categoria, allora non sarebbe inverosimile neanche un nuovo bollo sulle carrozzine. 

Marina Cometto, mamma di una donna gravemente disabile e punto di riferimento per tante famiglie, attenta lettrice di tutto ciò che ruota intorno al mondo della disabilità, spiega così la “credulità” dimostrata in questa circostanza da tante sue amiche e compagne di rete: “Ormai  non ci si stupisce più di nulla: molti prendono per vera anche la notizia del bollo sulle carrozzine per disabili, perché ormai la persecuzione alla “’spesa improduttiva’ non stupisce più. Anzi, ci si preoccupa subito di informare le  altre famiglie, in modo che non vengano ulteriormente penalizzate con multe o vessazioni, come  il sequestro della carrozzina minacciato nell’articolo. E’ in atto una vera e propria ‘inquisizione’ ai danni delle persone con disabilità, per cui notizie bufala come questa possono apparire credibili a chi ha il terrore di perdere ciò che è stato conquistano nei decenni precedenti e che permetteva alla famiglie disabili di  sentirsi un po’ meno disabili. Solo chi ha ‘affinato’ la lettura di quello che ci viene propinato ogni giorno, comprende subito lo scherzo e riesce anche a riderci su. Anche se in qualche parte d’Italia l’assicurazione sulle carrozzine elettriche è realtà…”.    

Del resto, anche l’approvazione del nuovo Isee, presentata da molti, primo fra tutti il presidente Letta, come una “buna notizia” per le persone disabili, è per Cometto una “falsa buona notizia, così come quella del bollo è una falsa cattiva notizia”. Il perché, ce lo spiega, in sintesi, così: “Stanno pubblicizzando ai quattro venti  che questo nuovo Isee  farà emergere il lavoro nero e l’evasione fiscale, garantendo maggiore equità. Ma questa è un’altra notizia falsa, che offre a chi non vive la disabilità una verità contorta e distorta. Infatti, annunciano detrazioni per i nuclei famigliari in cui  è presente una persona con disabilità, dimenticando però  di dire che anche le indennità di accompagnamento riconosciute agli invalidi civili e le pensioni di invalidità saranno considerate reddito e che quindi le detrazioni previste non aiutano di fatto  ad alleggerire l’impegno della famiglia. Ad esempio, una persona maggiorenne disabile, che percepisce oggi tra  indennità di accompagnamento e pensione di invalidità civile 9.420 euro all’anno,  ne potrà portare in detrazione 7.000 , che dovranno servire a mangiare, comprare farmaci, vestirsi, pagare bollette, mentre i restanti  2.420 euro saranno considerati reddito  a cui fare riferimento per la partecipazione ai servizi sociosanitari. C’è ancora qualcuno che lo trova equo?”. (cl)

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