12 giugno 2023 ore: 14:47
Società

Bologna, 105 discriminazioni sessuali contro le persone Lgbt in un anno

I dati dello sportello del Cassero. Violenze e calunnie in più ambienti, dalla scuola al lavoro, dall'ambito pubblico a quello domestico.  E "il fenomeno è sottostimato"

ROMA - In meno da un anno dalla sua creazione lo sportello anti discriminazione sessuale che ha sede al Cassero Lgbtqi+ di Bologna ha contato 105 accessi, 248 incontri con l'assistente sociale, 140 ore di incontri con le psicologhe, 57 incontri di orientamento con le avvocate. E del totale delle persone che hanno chiesto aiuto, 37 hanno subito violenza in un luogo pubblico, 14 a scuola, 25 in ambito domestico, quattro nel paese di origine, 13 al lavoro e 54 in più di un contesto.

I numeri sono emersi oggi in una conferenza stampa in Comune vedono per la maggior parte accessi da parte di uomini (54), poi donne (24), donne trans (13), uomini trans (8), persone non binarie. Del totale, 43 gay, 19 lesbiche, 17 eterosessuali, tre bisessuali, otto altro. Dai numeri emerge che prevalgono gli episodi di derisione o calunnia sia di persona che via web (più di 30 casi) e quelli di svelamento dell'orientamento sessuale della vittima (più di 20), ma ci sono anche violenze fisiche come percosse o spintoni (una decina di casi), trattamento discriminatorio sul lavoro (una decina) come pure limitazioni della libertà (più di 20 casi). Altro dato che emerge è che le vittime di questi trattamenti sono persone istruite: quasi la metà ha un diploma di scuole superiore, il 15% una laurea triennale, altrettanti una specialistica, il 7,1% una formazione post laurea. Non solo: il 46% ha un lavoro, il 18,9% è studente e il 15% sta cercando un impiego. Passando alla nazionalità, il 76,5% è italiano, il 20,6% extracomunitario, il 2,9% comunitario. Infine il 50% vive in una casa in affitto, il 28,8% in una casa di proprietà, l'8,8% in una struttura di accoglienza e il 12,5% è senza dimora.

Il fenomeno, tuttavia, è sottostimano sia secondo la vicesindaca Emiliy Clancy (con delega ai Diritti Lgbt), sia per l'assessore regionale alle Pari Opportunità Barbara Lori sia per gli esponenti del Cassero. Basti ricordare che la Regione tra luglio e ottobre 2022 ha diffuso un questionario, rivolto a Lgbtqia+ che vivono in regione per indagare la presenza di violenza e discriminazioni in alcuni ambiti rilevanti della loro vita e che i primi risultati mostrano che tra le oltre mille che hanno risposto una persona su cinque ha subìto aggressioni fisiche, una su due minacce o insulti e tre su quattro sono state calunniate o derise. "I dati raccolti dalla Regione e quelli sulle persone che si sono rivolte a noi indicano con chiarezza che questa è la strada giusta da percorrere, e che dobbiamo implementarla, senza farci scoraggiare dal clima politico attuale", commenta infatti Camilla Ranauro, presidente del Cassero.

Lo sportello, però, non si occupa solo di questioni inerenti violenza, ma anche di burocrazia e assistenza, e mira anche ad aiutare le persone in situazioni di fragilità a ricostruire una rete di relazioni e il proprio benessere in senso ampio. "Non va dimenticata, tra le altre la questione della difficoltà di alcune persone di trovare casa", rimarca infatti Clancy. Altra funzione del servizio è formare il personale dei servizi socio sanitari che si trova ad assistere queste persone: e infatti sono più di 200 gli addetti coinvolti in questo senso. L'apertura dello spazio, è stato ricordato in conferenza stampa, è avvenuta lo scorso anno grazie ai fondi di un bando Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) dedicato a rafforzare o creare ex novo sportelli di questo tipo in tutta Italia, che ha peraltro confermato il finanziamento.

Il progetto è supportato dal Comune col Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti della comunità Lgbtqia+ 2022-2026 che vede come ultima azione la firma di un protocollo tra i soggetti coinvolti. Lo scopo è collaborare "per creare una comunità territoriale plurale che abbia come obiettivo generale il contrasto alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere". Tra i partner presenti anche oggi alla presentazione ci sono Piazza Grande e Asp città di Bologna. La presidente di Asp Maria Adele Mimmi, infatti sottolinea come la formazione degli addetti conti anche quella del personale delle srtutture per anziani.

Il primo bilancio dell'attività conclude infine Clancy, è "assolutamente positivo e dimostra quanto sia importante l'approccio intersezionale e intersettoriale nella costruzione dei servizi alla persona, che tenga conto della complessità delle situazioni e dia risposta al fenomeno dell'intersezione dei fattori di discriminazione, che purtroppo si verifica spesso nella comunità Lgbtqia+". (DIRE)

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