28 maggio 2013 ore: 15:48
Non profit

Bologna, dalla Provincia 40 mila euro per rilanciare il commercio a Crevalcore e Pieve

Delle 105 attività terremotate, poche hanno chiuso, 43 sono delocalizzate in comuni vicini o in altri locali, 56 quelle finanziate con il Por Fesr per 600 mila euro. Ora Palazzo Malvezzi sostiene eventi e iniziative per favorire la ripresa
BOLOGNA – Rilanciare le attività commerciali di Pieve di Cento e Crevalcore, i due comuni del bolognese maggiormente colpiti dal sisma del maggio 2012, attraverso la promozione di eventi, fiere, manifestazioni e mercati. È il progetto di comunicazione che la Provincia di Bologna promuove con un finanziamento di 40 mila euro e l’obiettivo di riattivare la rete del piccolo commercio tradizionale, la vivibilità e la fruibilità dei centri storici e favorire la ripresa economica e sociale delle comunità. Delle 105 colpite dal sisma nei comuni di Pieve, Crevalcore e San Giovanni in Persiceto, racconta l’assessore provinciale alle Attività produttive, Graziano Prantoni, “quelle che hanno chiuso si contano sulle dita di una mano e, in una situazione difficile come quella che sta vivendo il commercio è un quadro positivo”. Prantoni sottolinea, infatti, che nel 2012 in Emilia-Romagna hanno chiuso 7.600 imprese commerciali, di cu 2.400 alberghi e ristoranti, e nella sola provincia di Bologna sono 675 quelle che hanno abbassato la saracinesca. “Se consideriamo il triennio 2009/2012 la situazione appare migliore – continua l’assessore – ma solo perché nel 2009 e nel 2010 si è registrata una crescita del 4,8% per i negozi di vicinato e dell’1,5% per quelli non alimentari”. Il terremoto ha aggravato una situazione già difficile. “Come Provincia siamo intervenuti subito – afferma Prantoni – con un finanziamento di 190 mila euro l’esonero dalla Cosap, il dirottamento di 2 milioni di euro del fondo di solidarietà a favore delle imprese delle aree terremotate”. E poi c’è stato il bando Por Fesr di sostegno alla localizzazione delle imprese: sono 56 le imprese ammesse al finanziamento (78 le richieste pervenute) per un totale di 660 mila euro. il 65% delle attività si trova a Crevalcore.
 
Riportare le attività nei centri storici, e di conseguenza anche le persone. “Il nostro obiettivo è riconquistare il centro storico, riconquistare l’agibilità totale – spiega Mirco Querzà, assessore alle Attività produttive del Comune di Crevalcore – Vogliamo mantenere l’attenzione e l’interesse con iniziative ed eventi e il sostegno della Provincia può aiutare la riuscita”. Crevalcore è stato il comune del bolognese più colpito dal sisma: dal 2012 sono state 48 le attività commerciali delocalizzate in altri locali o in comuni limitrofi. A un anno di distanza sono 30 quelle ancora delocalizzate, 13 quelle chiuse o sospese e 8 quelle che hanno ripreso nei locali originari. A Pieve di Cento sono state 13 le richieste di delocalizzazione, tutte autorizzate, di cui 3 per sedi fuori dal comune: la maggior parte sembra avere carattere permanente o, comunque, tempi molto lunghi. Sono invece 4 le imprese che si sono delocalizzate a San Giovanni in Persiceto (2 da Crevalcore e 2 dalla provincia di Modena). (lp)
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