19 maggio 2011 ore: 16:31
Immigrazione

Bologna: i migranti in piazza per il rinnovo dei permessi. “Uffici troppo lenti”

Quanti permessi sono fermi in Questura? Quanti sono quelli della sanatoria 2009 non ancora consegnati? Sono alcune delle domande che il Coordinamento Migranti rivolge alla Questura di Bologna. “Vogliamo risposte, alcuni attendono il rinnovo dal 2009”
Protesta coordinamento migranti Bologna - 19 maggio 2011
BOLOGNA – Quanti sono i permessi per studio in attesa di rinnovo? Quanti sono i permessi della sanatoria 2009 non ancora consegnati? Perché il permesso non parte dalla data di stampa o di consegna, ma dalla richiesta di rinnovo? Se un migrante chiede informazioni, perché i funzionari chiedono di scrivere una e-mail, e poi nessuno risponde? Sono alcune delle domande che il Coordinamento migranti di Bologna ha deciso di porre alla Questura e alla Prefettura per avere chiarimenti sulla gestione dei rinnovi dei permessi di soggiorno. “Ci sono molti problemi sulla gestione dei rinnovi – spiega Sene Bazir del Coordinamento Migranti – La maggior parte dei migranti ha solo la ricevuta come documento che lo identifica, alcuni hanno il permesso scaduto dal 2009 e da allora attendono il rinnovo”. Oltre a chiedere chiarimenti alla Questura i migranti porteranno la protesta anche nella Giornata dei migranti. “Quest’anno è la quinta edizione della manifestazione – spiega Paola del Coordinamento Migranti – L’11 e il 12 giugno in piazza dell’Unità ci sarà una festa multietnica a cui parteciperanno italiani e stranieri, senza distinzione alcuna”.

La parola chiave della protesta è “cedolino” ovvero la ricevuta che gli uffici postali consegnano al migrante quando versa i soldi per il permesso di soggiorno e che varrebbe come vero e proprio documento per stare in Italia. “Il problema è che con il solo cedolino non si lavora – continua Bazir – Le aziende assumono solo chi ha un regolare permesso di soggiorno cartaceo, la ricevuta del versamento non può sostituirlo interamente”. Un permesso di soggiorno può valere da 6 mesi fino a 2 anni, a seconda della situazione. Per lavoro a tempo indeterminato, infatti, si può fare richiesta di un permesso di 2 anni, mentre per chi viene in Italia per svolgere un lavoro stagionale la durata è di 6 mesi, estendibili a 9. “Un altro problema è che il permesso è attivato nel momento in cui si presenta la richiesta – spiega Bazir – ma, a volte, il permesso vero e proprio arriva a 2 o 3 mesi dalla scadenza dello stesso e per tutto il tempo lo straniero è costretto a usare il cedolino, ma quasi nessuno lo accetta per offrire lavoro e sono previste restrizioni per quanto riguarda la mobilità”. Con il cedolino, infatti, non si può uscire dall’Italia.

Ciò che lamentano gli esponenti del Coordinamento Migranti è soprattutto la lentezza dei rinnovi. Alcuni migranti hanno il permesso scaduto anche da 2 anni. È il caso di Shamser Ali, pakistano che dal 2002 vive a Bologna dove lavora in un’azienda. “Il mio permesso è scaduto nel gennaio 2009 – racconta – e da allora sono in attesa del rinnovo: ho fatto la richiesta ma non ho niente di concreto in mano”. Come spiega Bazir, “non è giusto che chi lavora e paga le tasse da sempre, debba essere costretto a subire l’incertezza del rinnovo del permesso”. Se il mancato rinnovo crea problema a chi lavora, non va tanto meglio a chi dall’estero viene in Italia per studiare. “Spesso gli studenti stranieri hanno problemi con il permesso di soggiorno, documento indispensabile per poter fare gli esami – conclude Paola – ma allo stesso tempo non si può ottenerlo se non si dimostra di essere qui per studiare”. La durata del permesso per motivi di studio prevista dalla legge è di un anno, e il problema quindi va a toccare anche i numerosi giovani che da sempre arrivano a Bologna, città universitaria per antonomasia. (gs)
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