11 luglio 2017 ore: 14:28
Immigrazione

Bologna, il presidente del Tribunale dei minori: "L’accoglienza è un obbligo"

“Chi si riempie la bocca di respingimenti, dovrebbe venire nel mio fatiscente Tribunale per vedere gli occhi di questi ragazzi”. Lo ha detto Giuseppe Spadaro in Regione in occasione della firma del Protocollo sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati

BOLOGNA - “Chi si riempie la bocca di respingimenti, dovrebbe venire nel mio fatiscente Tribunale per vedere gli occhi di questi ragazzi. Gli occhi dovreste vedere”. Così il presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, Giuseppe Spadaro, oggi nel corso della presentazione di un protocollo siglato con il Garante dei minori della Regione Emilia-Romagna sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati.
“Senza scadere nella retorica, vi assicuro – afferma Spadaro – che sono persone che hanno lasciato tutto, ma non tutto ciò che possedevano: tutto ciò che conoscevano”. Per questo, “una comunità ha l’obbligo di accogliere e seguire queste persone in un Paese che vuole considerarsi avanzato democraticamente e civile”, dichiara il magistrato. “Legalità, diritto e umanità si possono coniugare”, continua il presidente del Tribunale, sottolineando di aver trovato sul territorio bolognese “una cultura dell'accoglienza straordinaria e notevole”. Aggiunge il calabrese Spadaro: “I miei conterranei non hanno gli stessi strumenti economici ed organizzativi” per raggiungere gli stessi risultati, “però si buttano in mare per salvare queste vite”.
Questo per sottolineare che “in mare l’uomo rispetta le regole della vita, ma poi è sulla terra – conclude il magistrato – che ogni tanto lascia a desiderare”. 

Sugli stessi temi torna a intervenire anche l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, a margine della stessa presentazione. “Credo che non possiamo non accogliere”, afferma Zuppi: “Poi c’è il dibattito anche di questi giorni su accoglienza e flussi. Benissimo”, ma i migranti “ci sono, quindi è chiaro che di fronte all’evidenza non è che possiamo fare come lo struzzo, che mette la testa” sotto la sabbia “e fa finta di non vedere”, magari per poi dire “sarebbe stato meglio se...”. È necessario, invece, “provare a guardare un po’ lontano e loro ci aiutano a farlo”, conclude il vescovo. (Dire)

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