Bonus bebè discriminatori, il Tribunale dà ragione alle famiglie
Famiglia: bonus famiglia
La trafila comincia con la deliberazione 1062 dell'11 novembre 2008: l'amministrazione comunale dispone che l'assegno di 1000 euro per le famiglie dai nascituri vada solo alle famiglie italiane. I quattro stranieri e l’Asgi, assistiti dagli avvocati Alberto Guariso e Alessandro Zucca, fanno ricorso per discriminazione e vincono la causa. Il 26 gennaio 2009 il giudice del lavoro di Brescia obbliga il Comune ad estendere il bonus bebè a tutti, italiani o stranieri che siano. Per tutta risposta, il 30 gennaio 2009 la giunta guidata dal sindaco Adriano Paroli decide di "revocare...la propria deliberazione n.1062" perché "l'estensione del beneficio a tutti gli stranieri in possesso dei requisiti risulterebbe in contrasto con la finalità prioritaria di sostegno alla natalità delle famiglie di cittadinanza italiana che si prefiggeva questa amministrazione con l'adozione dell'atto impugnato". O l'assegno per i nascituri 2008 è riservato solo agli italiani, oppure il bonus bebè non s'ha da fare. Peccato che la nuova limitazione costiuisca una “ritorsione” a danno di coloro che avevano fatto valere il loro diritto a non essere discriminati. Da qui il nuovo ordine del giudice, oggi confermato, di pagare l’assegno a tutti e finalmente, nel 2010, l’effettivo pagamento a tutte le 1200 famiglie, pagamento effettuato però dal Comune “con riserva” di restituzione, in attesa della sentenza definitiva, arrivata oggi. L'ostinazione del Comune motiva il salato conto finale per danni morali. Le altre amministrazioni sono avvisate: perseverare nel restringere il bacino di famiglie che possono accedere al bonus bebè costa caro. (lb)