25 giugno 2013 ore: 10:30
Disabilità

Burocrazia e ritardi: i tormenti dei "veri" invalidi per la caccia a quelli falsi

Rapporto sull’invalidità civile di Cittadinanzattiva: le persone invalide sono le vere penalizzate dai provvedimenti assunti per la lotta all’esiguo numero di falsi invalidi. Lunghe attese, iter complicati, scarsa informatizzazione
Luca Cupaiolo/Rs Carrozzina vuota davanti a Montecitorio

Carrozzina vuota davanti a Montecitorio

 ROMA – Invalidità civile e burocrazia, un rapporto tormentato. Mentre si spende e si spande per la lotta ai falsi invalidi, il cittadino che prova a far domanda per l’invalidità si scontra con un percorso labirintico e ostile, con la burocrazia e la scarsa informatizzazione del sistema. Ad esser lento e farraginoso è tutto il percorso per l’accesso all’invalidità civile, con tempi spesso più lunghi rispetto all’anno precedente. Tempo di attesa per ricevere nel 2012 il verbale di riconoscimento dell’invalidità: 11 mesi (erano 9 l’anno precedente). Attesa per la convocazione alla prima visita: 8 mesi (erano 6 nel 2011). Attesa per ottenere i benefici economici: 12 mesi, contro i 120 giorni stabiliti dalla legge (e giù interessi passivi da pagare).

“Un’evidente sconfitta”, commenta Cittadinanzattiva, che ha raccolto questi e altri dati sul tema nel primo rapporto sull’invalidità civile e la burocrazia, nell’ambito della campagna avviata nel 2011 Vip, Very invalid people. “Troppo spesso assistiamo a segnalazioni che ci avvertono di situazioni limite – raccontano dall’associazione -: i cittadini anticipano le spese di tasca propria per assistere un familiare malato, in alcuni casi accedendo addirittura a prestiti presso le banche. In altri casi non riescono nemmeno a ottenerlo un prestito bancario, visto il momento storico di estrema crisi che investe molte famiglie”. A fronte di questo c’è la necessità di acquistare o affittare protesi ed ausili, di pagare rette altissime in Rsa e ticket sanitari sempre più elevati in assenza di un’esenzione riconosciuta e nell’impossibilità di accedere ad agevolazioni fiscali.

L’analisi di Cittadinanzattiva prende in esame il contenuto di 3.876 segnalazioni. Il disagio maggiore è rappresentato dalla lentezza dell’iter burocratico: nel 45,6% dei casi (rispetto al 28,4% del 2011) viene segnalata la lunghezza e tortuosità del percorso burocratico da intraprendere per la richiesta di invalidità; in un caso su tre (34% nel 2012 vs 30% nel 2011) si registrano grandi difficoltà nel presentare la domanda; in un caso su 5 (24,8% rispetto al 23,7% del 2011) lunghe attese per la convocazione a prima visita; in un caso su 4 ulteriori attese per la ricezione del verbale definitivo (19,4% nel 2012, 12,7% nel 2011), da cui conseguono i relativi benefici economici.

Quasi il 30% dei cittadini, poi, considera inadeguata la valutazione della propria condizione clinica da parte della commissione medico-legale: o per la mancata concessione o revoca dell’assegno di accompagnamento (48,5%), o per un’inadeguata percentuale di riconoscimento dell’invalidità/handicap (42,4%), o ancora perché vien loro riconosciuta una pensione di invalidità rivedibile (9,1%). Come conseguenza di questa “inadeguatezza”, dalle segnalazioni dei cittadini emerge un maggiore ricorso alle vie giudiziarie, avverso i verbali di invalidità civile. Altre lamentele riguardano la “rivedibilità”, procedura che prevede la periodica rivalutazione dei requisiti sanitari utili alla concessione dei benefici economici e delle agevolazioni e che determina, in quella fase, la sospensione degli stessi benefici fino alla conclusione dell’iter.

Cittadinanzattiva afferma che “in molti casi, sulla base delle segnalazioni dei cittadini e delle associazioni di pazienti, riscontriamo come le azioni intraprese dallo Stato non siano del tutto aderenti al dettato normativo”, in quanto “comprimono i diritti dei cittadini realmente invalidi, soprattutto in riferimento alle modalità di svolgimento e comunicazione dei Piani pluriennali di verifica straordinaria; riducono arbitrariamente i requisiti previsti dalla legge per l’assegnazione delle indennità correlate al riconoscimento delle minorazioni civili; sembrano volte a un obiettivo non dichiarato: il massimo contenimento possibile della spesa assistenziale”. Oltre alle segnalazioni dei cittadini il rapporto riferisce anche quelli della Corte dei conti sulla contrazione della spesa per gli invalidi civili e i numeri sul piano straordinario dei controlli e anche le proposte di Cittadinanzattiva per uscire da una situazione assai critica (ep) (vedi lanci successivi).

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