21 febbraio 2013 ore: 16:00
Economia

Parte la raccolta firme per i progetti di legge su tortura, carcere e droghe

Presentate ai candidati le proposte di iniziativa popolare. Le associazioni: “L’Italia ha un anno di tempo per ripristinare la legalità nell’ambito del sistema penitenziario”. Marazziti: “Intervenire sulla Bossi-Fini, la Fini-Giovanardi e la Cirielli"
Gianni Berengo Gardin/Contrasto Carcere: chiavi che chiudono cella
ROMA – Ripristinare la legalità nel sistema penale e penitenziario italiano attraverso tre leggi che introducano il reato di tortura nel codice penale, che ristabiliscano la legalità all’interno delle carceri e che vadano a modificare l’attuale legge sulle droghe. Sono questi gli obiettivi  di un cartello di oltre venti associazioni italiane che quest’oggi hanno lanciato ufficialmente a Roma, presso la sede dell’ Unione delle Camere penali italiane, la raccolta firme per tre proposte di legge di iniziativa popolare depositate in Cassazione lo scorso 30 gennaio. Tre proposte di legge che dovranno superare la soglie delle 50mila firme e che oggi sono state presentate ai candidati alle imminenti elezioni politiche, da Rivoluzione civile al Partito democratico, da Sinistra ecologia e libertà a Scelta civica con Monti per l’Italia e Futuro e libertà. “La recente sentenza della Corte europea dei diritti umani – hanno ricordato agli schieramenti le associazioni – impone alle autorità italiane l’assunzione di un piano per le riforme in ambito penale e penitenziario. L’Italia ha un anno di tempo per ripristinare la legalità internazionale e costituzionale nell’ambito del sistema penitenziario”.

Per Ilaria Cucchi, candidata con Rivoluzione Civile, è arrivato il momento in cui “ciascun cittadino si faccia carico di queste battaglie. Non possiamo tollerare che nelle carceri italiane avvenga una quotidiana tortura, dove per tortura si intende anche lo stato di sovraffollamento, il quotidiano calpestare i diritti di persone che seppure hanno commesso degli errori, restano pur sempre degli esseri umani.  Forse oggi comincia ad esserci una sensibilità diversa da parte di tutti e anche da parte del mondo politico. Mi auguro che non sia solo un cambio di rotta dovuto alla campagna elettorale”. L’introduzione del reato di tortura è oggi un’emergenza, ha aggiunto Cucchi. “Il fatto che non esista la legge non vuol dire che il reato non venga commesso – ha spiegato la candidata per Rivoluzione civile -. Se oggi abbiamo tante emergenza, questa è sicuramente una delle prime perché riguarda il rispetto dei diritti umani”.

Di situazione “drammatica e inaccettabile” e “fuori dalla legalità dal punto di vista della Costituzione” ha parlato Carlo Leoni, di Sinistra ecologia e libertà. “Condivido totalmente le proposte di legge – ha affermato -. Proposte che hanno il merito non solo del rigore tecnico, ma anche della chiarezza”. Per Mario Marazziti, candidato per Scelta civica con Monti per l’Italia, le condizioni delle carceri italiane sono “insopportabili” e per cambiare rotta occorre cambiare tre letti che hanno generato “quasi 30mila detenuti”. “Sono la Bossi-Fini, Fini-Giovanardi e Cirielli – ha affermato -. Abbiamo tre leggi per reati totalmente discutibili se gravi o non gravi che rendono impossibile al sistema di giustizia italiano di funzionare. Tre leggi da cambiare. Se non cambiano queste tre leggi non c’è futuro per il sistema carcerario italiano”. Dal Partito democratico, la promessa di interventi nei primi giorni nuovo esecutivo.
 
“Come Pd abbiamo preso un impegno a far sì che nei primi giorni del prossimo governo ci sia un provvedimento che affronti le questioni aperte - ha spiegato Sandro Favi, del Pd – e cioè l’abrogazione di quelle leggi che nel corso di questi anni hanno prodotto questa realtà drammatica all’interno dei nostri istituti, la stabilizzazione della legge sulla detenzione domiciliare e la ripresa dell’elaborazione sull’affidamento in prova”. A sperare nella prossima legislatura anche Flavia Perina, di Futuro e libertà. “Spero che emerga una trasversalità vera su questi temi che non sono né di destra né di sinistra – ha affermato -, ma temi di civiltà su cui tutta la politica dovrebbe trovarsi d’accodo. Spero che il bipolarismo che si affermerà nei prossimi mesi sia quello tra chi vuole cambiare le cose e chi vuole conservarle. Spero che prevalgano quelli che vogliono cambiare le cose”.

A sostenere la campagna “Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri e droghe” le organizzazioni A buon diritto, Antigone, Arci, Ristretti orizzonti, Volontari in carcere, Cnca, Acat Italia, associazione Federico Aldrovandi, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Il detenuto ignoto, Libertà e giustizia, Progetto diritti, A Roma insieme, Associazione nazionale giuristi democratici, Bin Italia, Cgil, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Forum droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Società della ragione, Unione camere penali italiane e Gruppo Calamandrana. (ga)
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