26 giugno 2020 ore: 10:00
Salute

Myanmar, la denuncia: "Coronavirus per coprire crimini di guerra"

Con l’emergenza sanitaria l'esercito Tatmadaw occupa gli ultimi spazi di potere rimasti e restringe le libertà, scagliandosi contro le minoranze etniche. La denuncia in un documento del gruppo di ricerca Progressive Voice
Foto: www.fabiopolesereporter.com Stato Karen (Myanmar)

Stato Karen (Myanmar)

Con l’emergenza coronavirus il Myanmar abbandona ogni velleità democratica e il suo famoso esercito, il Tatmadaw, occupa gli ultimi spazi di potere rimasti e stringe le libertà un po’ ovunque. All’inizio della pandemia il governo di Aung San Suu Kyi aveva messo in piedi un comitato per occuparsi della situazione sanitaria, ma in pochi giorni i militari hanno organizzato un proprio gruppo, estromettendo persino il ministero della Salute.

La task force è coordinata dal vicepresidente Myint Swe, ex generale conosciuto per arresti e repressioni brutali, soprattutto durante la protesta dei monaci buddisti di 13 anni fa. Il resto del gruppo è formato da militari, tra i quali il ministro della Difesa, degli Affari interni e di Frontiera. Cariche che, secondo la Costituzione del Paese, in ogni caso, spettano all’esercito (così come un quarto dei seggi parlamentari).

Le conseguenze. L’esercito birmano si è scagliato contro diverse etnie, usando anche l’aviazione. E negli stati Rakhine (famoso per la repressione dei
Rohingya), Chin, Kachin e Karen si contano già centinaia tra morti e feriti e migliaia di famiglie sono scappate nelle foresta alla ricerca di un posto sicuro.

Il report. A inizio giugno Progressive Voice ha reso noto “A Nation Left Behind: Myanmar Weaponization”, un documento che mostra l’uso della pandemia per la repressione, anche in vista del voto previsto per il 2021. Il gruppo di ricerca e difesa sui diritti umani ha cominciato ad analizzare la situazione lo scorso 23 marzo, ossia dal giorno in cui l’esecutivo aveva fatto tre proclami: il coronavirus era entrato nell’ex Birmania; l’Arakan Army, gruppo etnico armato e molto attivo, era considerata un’organizzazione terroristica; i siti web che avessero pubblicato “notizie false” sarebbero stati chiusi. Con questi messaggi, secondo l’associazione, è cominciato l’assalto al potere da parte dei militari.

I crimini. Secondo il presidente di Progressive Voice, Khin Ohmar, “i militari del Myanmar stanno usando il coronavirus come copertura per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, in particolare nello Stato Rakhine, dove centinaia di persone sono state torturate e uccise”. Una situazione, del resto, che ha una lunga storia. “La repressione e le violenze non sono nuove tattiche utilizzate dai militari del Myanmar, le loro brutalità sono state a lungo denunciate dalla società civile e dagli organi investigativi delle Nazioni Unite”.

L’articolo integrale di Fabio Polese (da Chiang Mai, Thailandia), Myanmar: i militari approfittano del coronavirus e la repressione dilaga, può essere letto su Osservatorio Diritti.

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