13 agosto 2014 ore: 11:08
Società

Kenya, musulmani radicali prendono il controllo della costa. Sale l'instabilità

La regione costiera, cuore del turismo, che contribuisce al 15% del Pil del paese, è stata quella maggiormente colpita dalla crescente ondata di attacchi terroristici, che vanno di pari passo con quelli messi in atto da Boko Haram
Terroristi di al Shebab, islam radicale

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI - La crescente ondata di attacchi terroristici in Kenya, che vanno di pari passo con quelli messi in atto da Boko Haram, il gruppo di islamisti radicali nel nord della Nigeria, è un chiaro segnale che Al Shabaab (l'ala somala di Al Quaeda) non smetterà di attaccare finché le truppe keniane resteranno in Somalia, che hanno occupato nell'ottobre 2011. L'esercito non ha mai usato mezzi termini per giustificare gli attacchi, dei quali si assume la responsabilità.

boxLa regione costiera - cuore del turismo in Kenya che contribuisce al 15% del Pil del paese - è stata quella maggiormente colpita. Le nazioni occidentali, principali fonti di guadagno, continuano a emettere avvertimenti per i propri viaggiatori. A maggio, ad esempio, quasi 300 turisti per lo più britannici sono stati evacuati da Mombasa e costretti a terminare in anticipo le vacanze. In seguito nella città portuale 25 hotel hanno chiuso e più di 5000 lavoratori sono stati licenziati o sospesi. Altri stabilimenti alberghieri nelle città costiere di Lamu e Malindi restano chiusi o con appena il 5 per cento di camere piene. Ciò ha portato a una perdita di mezzi di sostentamento per una regione che dipende fortemente dal turismo. "Non so come farò a mantenere mia moglie e i miei figli che vanno già a scuola", si chiede John Katana, che ha perso il lavoro a seguito dei tagli al personale in uno degli hotel.

La situazione è aggravata dall'espansione del radicalismo islamico, che è costato la vita ad autorità religiose moderate e non, e ad alcuni attivisti per i diritti umani. Rapporti segreti recenti lasciano ipotizzare che il gruppo di islamisti radicali si sia infiltrato nelle madrassas (classi sul Corano), in moschee molto note e in alcune scuole superiori keniote. Nei rapporti si legge inoltre che esiste una rete di potenzialmente 2500 venditori e fornitori che sostengono la causa di Al Shabaab o comunque somala. Anche molte autorità religiose moderate hanno di recente affermato che in alcune scuole e moschee si stanno manifestando forme di radicalizzazione. Per questo hanno richiesto un "programma unificato" islamico nella speranza di fermare i nuovi indottrinamenti.

Tuttavia è evidente che il giro di vite del governo sugli attivisti islamici ha messo parecchio in pericolo autorità religiose moderate e promotori dei diritti umani, entrambi presi di mira dai giovani radicali. Secondo Haki Africa, un unione per i diritti umani, più di 15 leader religiosi sono stati uccisi soltanto negli ultimi sei mesi, costringendo il direttore esecutivo Khalid Hussein a chiedere al presidente della corte suprema Willy Mutunga di formare una commissione legale di indagine.

All'inizio del giugno scorso lo sceicco Mohammed Idris, capo del consiglio degli imam e predicatori del Kenya (Cipk), è stato ucciso con arma da fuoco mentre si recava alla moschea per le preghiere del primo mattino. Si suppone che lo sceicco Idris, un predicatore moderato, sia stato vittima di un gruppo di giovani radicali che hanno preso le redini di almeno due moschee importanti a Majengo, periferia di Mombasa.

Lo scorso anno centinaia di giovani musulmani armati di coltello hanno occupato la moschea di Sakina e cacciato le autorità religiose, tenendo la moschea sotto assedio per più di due ore. Il giorno dell'attacco lo sceicco Idris stava facendo sermoni nella moschea, come aveva fatto da 35 anni a quella parte. Pochi mesi prima della sua morte lo sceicco Idris aveva notato che, da quando era stato cacciato, nella moschea i sermoni vertevano sulla jihad e sul modo in cui il governo tratta i musulmani radicali. A suo dire i giovani chiamavano le autorità degli ipocriti e il consiglio degli imam e dei predicatori "L'organizzazione di Satana".

Dall'altra parte i sospetti del terrorismo islamico continuano a morire in circostanze misteriose e il dito viene puntato contro l'unità di polizia anti-terrorismo (Atpu), accusa fortemente smentita dal governo. L'unità - fondata da Usa e Gran Bretagna - è accusata di eliminare, senza alcun processo, sospetti radicali. L'ultima vittima è Shahid Butt, proprietario della Modern Coast Bus Company.  E' stato ucciso da una scarica di proiettili ad appena 300 metri dalla stazione di polizia di Changamwe, vicino all'aeroporto internazionale di Moi. Al momento dell'omicidio era già stato accusato di finanziare il terrorismo. 

© Copyright Redattore Sociale