24 aprile 2015 ore: 11:44
Immigrazione

Immigrati, Migrantes: "Dal vertice Ue solo piccoli passi di un'Europa timorosa"

Mons. Giancarlo Perego: “Dal vertice di ieri esce l'Europa dei nazionalismi, incapace di affrontare il dramma delle morti, il flusso di 200 mila migranti dal Nord Africa". Prese le distanze dall'ipotesi della distruzione delle barche dei trafficanti nei porti
Moas (Migrant offshore aid station) Moas (Migrant offshore aid station) 3 salvataggi

Moas (Migrant offshore aid station)

ROMA - "Dal vertice europeo di ieri esce l'Europa dei nazionalismi. E' rimandata la costruzione dell'Europa sociale e solidale". La Fondazione Migrantes commenta così la dichiarazione seguita al vertice straordinario del Consiglio d'Europa di ieri, convocato per affrontare l'emergenza dei migranti nel Mediterraneo. L'organizzazione prende le distanze anche dalla tanto discussa ipotesi, avanzata nel Consiglio, di "un'azione, da tutti gli esperti sconsigliata, di distruzione delle barche dei trafficanti nei porti".
Per Migrantes sono stati compiuti ieri solo "piccoli passi di un'Europa incerta e timorosa ad affrontare il dramma delle morti, il flusso di 200.000 migranti dal Nord Africa, le centinaia di migliaia di persone in fuga da guerra e terrorismo".

"L'Europa  - sottolinea Mons. Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes - ha scelto di investire  più soldi, le stesse risorse che l'Italia aveva da sola garantito a Mare nostrum, in Frontex, per controllare le frontiere del Mediterraneo, per controllare le coste del Nord Africa e per combattere il traffico degli esseri umani. Dei migranti l'Europa si è preoccupata di velocizzare  i controlli, le schedature per un rimpatrio veloce dei non aventi diritto  alla protezione internazionale, con un rischio anche di una semplificazione delle procedure di riconoscimento dei richiedenti asilo, ma non si è  impegnata in un rafforzamento del piano di accoglienza dei rifugiati in tutti i Paesi  europei. Solo annunciate anche le azioni puntuali e precise  per una cooperazione internazionale e per un'azione di pace. Le azioni che l'Onu aveva chiesto all'Europa  - rafforzamento del salvataggio in mare, canali umanitari, l'accoglienza di un numero sensibilmente più alto di rifugiati  - sono state rimandate. Si è discusso solo dell'accoglienza e del trasferimento in altri Paesi europei di 5.000/10.000 rifugiati, nello stesso giorno in cui l'Anci  in Italia si è resa disponibile ad accogliere 40.000 rifugiati".

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