29 luglio 2015 ore: 18:18
Immigrazione

Cittadinanza, le associazioni: "Bene il testo ma ora si vada fino in fondo"

Rete G2 esprime soddisfazione per il testo unificato, depositato oggi alla Camera, sulla riforma della legge 91/92 ma non è d’accordo sul principio della residenza legale: “Rende più difficile percorso, meglio attenersi al permesso di soggiorno”. Save The Children: “Soddisfatti, ma ora si vada fino in fondo”
Immigrazione, cittadinanza: mani di diverse nazionalità

ROMA – “Accogliamo con soddisfazione il fatto che dopo anni si sia finalmente arrivati a un testo unificato. E’ importante che si siano previsti criteri diversi, e che non sia prevalsa l’idea dello ius culturae. Ma per noi la proposta migliore rimane quella della campagna l’Italia sono anch’io, e speriamo che in sede di discussione si possa ancora intervenire sul testo”. Commenta così Mohamed Tailmoun, portavoce della Rete G2 il testo unificato di riforma della legge sulla cittadinanza, depositato oggi alla Camera dalla deputata del Pd Marilena Fabbri. Il testo rappresenta una sintesi delle 24 proposte depositate in questi anni a Montecitorio da esponenti di tutti gli schieramenti politici.

“Ci fa piacere che non si contempli solo la scuola, ma che si premi anche il percorso di vita dei genitori – continua Tailmoun - ci preoccupa, invece, che sia richiesta la residenza legale sul suolo italiano, un criterio che potrebbe rendere più complicato il percorso di acquisizione. Era meglio prevedere una presenza legale, e non una residenza, oppure attenersi al permesso di soggiorno. Aspettiamo ora che riprenda l’iter e speriamo che con gli emendamenti si possa intervenire favorevolmente sul testo.  Per ora –conclude - lo consideriamo comunque un passo avanti”.  

Sulla stessa scia anche Raffaella Milano di Save the children. “Abbiamo cooperato nei giorni scorsi per arrivare alla stesura di questo testo. I criteri di accesso sono ormai indispensabili – afferma -. Si tratta però di una riforma di cui sentiamo parlare da anni, e ormai i minori a cui è rivolta sono diventati grandi. Ora facciamo appello al Parlamento perché l’iter non si fermi di nuovo. La riforma deve andare in porto, speriamo che questa sia davvero la volta buona”. (ec)

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