24 gennaio 2017 ore: 11:12
Giustizia

Ciak in carcere, riparte il laboratorio di cinema per i detenuti

Sono ricominciate le lezioni di cinema organizzate dall’associazione Documentaristi dell’Emilia-Romagna nel carcere bolognese. Una quindicina gli studenti. Fiore (direttore scientifico): “Tre dei nostri vecchi studenti oggi sono in semilibertà: ci mancheranno, ma siamo felici per loro”
Scuola di cinema in carcere - Bologna 1

Giorgio Diritti

- BOLOGNA - “Abbiamo perso tre studenti bravi e appassionati. Ci mancheranno molto, ma non possiamo che essere felici per loro”. Angelita Fiore, direttore scientifico di Ciak in carcere, annuncia così la partenza della seconda edizione del laboratorio cinematografico organizzato dall’associazione Documentaristi dell’Emilia-Romagna nel carcere bolognese della Dozza. Il primo studente è Catalin, romeno di 42 anni, che proprio durante le giornate di Cinevasioni ha ricevuto la notizia della semilibertà; l’ultimo in ordine di tempo è Davide, semilibero da tre giorni, in stage presso la Smk Videofactory proprio grazie alla formazione maturata grazie al laboratorio. La loro nuova condizione fa sì che non possano più seguire le lezioni all’interno dell’istituto penitenziario.

“Avevamo promesso ai ragazzi di mantenere la ‘vecchia’ classe. Così abbiamo fatto, ma ci sono stati nuovi innesti. Ed è giusto, perché la possibilità di frequentare il corso non deve essere negata a nessuno. Anche quest’anno siamo una quindicina: il nuovo gruppo di lavoro, di conseguenza, è ancora più eterogeneo”. Ci sono laureati e semianalfabeti, ragazzi che già conoscono il linguaggio del cinema e altri alle prime armi: “L’aspetto che sin dall’inizio mi ha colpito di più riguarda i rapporti umani che si instaurano: gli studenti mi considerano un po’ la loro sorella minore. Insieme lavoriamo per abbattere le barriere tra dentro e fuori”. 

La prima lezione, tenuta da Lorenzo Hendel, è stata dedicata alla storia del cinema e alla drammaturgia del cinema documentario (dal titolo del libro di Hendel). Poi si è parlato di inchiesta televisiva e giornalismo con Franz Giordano; del ruolo dei freelance e del rapporto tra video e scrittura con Ivan Grozny Compasso, autore del libro “Kobane dentro. Diario di guerra sulla difesa del Rojava”; di fotografia con Andrea Dal Pian. “Durante l’ultimo incontro è venuto a trovarci Giorgio Diritti: i ragazzi ne sono rimasti affascinati. Ci hanno chiesto di potere vedere “L’uomo che verrà”, e presto saranno accontentati, Diritti ha anche parlato dei suoi prossimi progetti, tra i quali la storia di un detenuto, ex terrorista, oggi prete”.

L'incontro con Giorgio Diritti
Scuola di cinema in carcere - Bologna 1

Con Ciak in carcere e Cinevasioni abbiamo voluto portare un po’ di ‘fuori’ dentro alle mura del carcere. Oggi, Catalin e Davide sono fuori, e da lì parlano agli amici rimasti dentro. Chi l’avrebbe detto che la nostra avventura ci avrebbe regalato tutto questo?”. (Ambra Notari)

 

 

 

© Copyright Redattore Sociale