1 giugno 2017 ore: 13:04
Disabilità

Sostegno ai disabili soli, dalla Regione oltre 13 milioni di euro in 3 anni

Le risorse arrivano dalla ripartizione nazionale del Fondo istituito dalla Legge sul Dopo di noi. Per il 2017 previsti oltre 6,5 milioni di euro. I fondi saranno destinati ad assistenza, cura e protezione per le persone con disabilità orfane o prive di sostegno familiare

BOLOGNA - Misure di assistenza, cura e protezione per le persone con disabilità grave che siano orfane o prive di sostegno familiare. Sono quelle previste nella delibera approvata dalla Giunta regionale con cui sono stati programmati gli interventi e ripartite le risorse del fondo nazionale istituito con la Legge del Dopo di noi che all’Emilia-Romagna assegna oltre 13 milioni di euro per il triennio 2016-2018. La prima quota ammonta a 6,57 milioni di euro che saranno destinati quest’anno a Comuni e Unioni di Comuni sul territorio regionale. Tra gli obiettivi: favorire la permanenza delle persone disabili in casa propria, nel proprio ambiente, in alternative alle strutture di ricovero e l’autonomia e l’inclusione sociale dei disabili con progetti di sviluppo delle singole abilità e competenze. “Il provvedimento dà una risposta concreta alle famiglie che accudiscono i propri cari disabili per tutta la vita ma quando rivolgono il pensiero al ‘dopo di noi’ esprimono ansia e paura – ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione con delega a Welfare e Politiche abitative – Oggi le persone con grave disabilità vivono fortunatamente sia l’età adulta che la vecchiaia, spesso accanto a genitori che a loro volta invecchiano e necessitano di cure e assistenza. Gli interventi che stiamo programmando offrono una duplice risposta: danno sollievo ai genitori e progettano soluzioni per il futuro delle persone disabili”.

Gli oltre 6,5 milioni di euro previsti per il 2017 sono destinati a Comuni e Unioni di Comuni per attivare o potenziare programmi di intervento che prevedono, quando le condizioni delle persone disabili lo consentono, soluzioni alternative all’istituto. Ad esempio, il supporto per rimanere nella propria casa o l’accoglienza in abitazioni, gruppi appartamento o soluzioni di co-housing che riproducano le condizioni abitative e le relazioni della casa familiare. Sono anche previste soluzioni che consentono la permanenza temporanea fuori dalla famiglia in particolari situazioni di emergenza. Altri 2,8 milioni di euro assegnati dal ministero saranno messi a bando dalla Regione per raccogliere progetti dei territori destinati a interventi strutturali: il pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera degli impianti e delle attrezzature per adeguare gli alloggi che devono mantenere le caratteristiche delle abitazioni. I rimanenti 4 milioni di euro saranno utilizzati nel 2018 per dare continuità agli interventi attuati quest’anno.

“Abbiamo agito velocemente, dopo l’approvazione a fine 2016 del riparto tra le Regioni dei 90 milioni di euro del Fondo nazionale e l’assegnazione della quota all’Emilia-Romagna – ha detto Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute – ci siamo messi all’opera per programmare gli interventi e la distribuzione delle risorse su tutto il territorio. È un segnale importante per tante persone e per le loro famiglie – ha aggiunto – ma anche per le associazioni e fondazioni che, negli anni, si sono battute su questo tema. Da parte nostra, sono convinto sia una risposta doverosa, non solo sul piano sociale e sanitario, ma anche morale”.

Per usufruire del sostegno sarà necessaria una valutazione da parte di équipe formata da operatori sociali e sanitari di Comuni e Aziende Usl, modalità già utilizzata in regione per accedere alle prestazioni del Fondo regionale per la non autosufficienza che prevede la presenza in ogni distretto di una unità di valutazione multiprofessionale che ha il compito di accertare gli effettivi bisogni e formulare risposte di progetti personalizzati insieme alla persona disabile o con chi ne esercita la tutela. (lp)

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