23 gennaio 2013 ore: 18:03
Giustizia

Calabria, chiusura Opg. Nucera: ''Utilizzare strutture già esistenti temporaneamente''

La proposta del segretario questore del consiglio regionale in attesa della creazione di un ospedale unico regionale. ''Non possiamo ignorare il destino degli malati mentali calabresi''
ROMA - “Non possiamo ignorare il destino degli malati mentali calabresi rinchiusi negli ospedali psichiatrici giudiziari. La riforma che avrebbe dovuto superare questa emergenza è  ancora in itinere, non avendo il governo centrale reso ancora operativo il decreto di riparto tra le regioni”. Così Giovanni Nucera, segretario questore del consiglio regionale della Calabria che interviene sull’argomento dopo la nota diffusa da Mario Nasone e don Giacomo Panizza, noti esponenti del mondo sociale calabrese. Anche Nucera rimarca il fatto che mancano ormai poche settimane alla data di chiusura definitiva degli opg, fissata per il 31 marzo 2013. In base a questa disposizione dovrebbe chiudere anche la struttura di Barcellona Pozzo di Gotto, dove sono attualmente ospitati una quarantina di malati di mente calabresi. 
“So che la regione Calabria ha già predisposto un progetto di massima con la creazione di un ospedale unico regionale da istituire nella ex struttura psichiatrica di Girifalco (Catanzaro), dove già opera un ottimo dipartimento di salute mentale. Ma per il suo utilizzo – spiega il segretario questore del consiglio regionale – è necessaria una profonda ristrutturazione dei locali  che richiederà almeno un anno di tempo. Nel frattempo i malati di mente calabresi saranno costretti ad un forzato trasferimento in centri di altre regioni. Una scelta di inaudita crudeltà, che mortifica lo stesso spirito della legge e creerà enormi e insuperabili problemi alle loro famiglie''.

Nucera incalza: ''In questo modo, si toglierà a questi malati l’opportunità di un importante supporto psicologico basato proprio sui contatti con i familiari. Altro che riforma – insiste l’esponente del consiglio regionale – Sarà, invece, un ulteriore danno sociale per questi malati e per le loro famiglie. In attesa del finanziamento da parte del ministero, sarebbe opportuno a questo punto utilizzare strutture già esistenti, e idonee ad accogliere, anche in via temporanea questi malati psichiatrici. Penso ai centri in dotazione a strutture regionali e sub regionali, o anche a strutture di proprietà comunale nella città di Reggio Calabria”. Per Nucera, questa potrebbe essere la soluzione migliore in questa fase di transizione. Basterebbe poco, infatti, per mettere a norma queste strutture e rendere operativo un servizio a tante famiglie calabresi e ai loro familiari. “Capisco le difficoltà e la necessità di assicurare programmi di riabilitazione psichiatrica e socio-lavorativa adeguati – evidenzia Nucera - Ma non possiamo accettare, a fronte dei ritardi che caratterizzano l’applicazione di questa riforma, ulteriori disagi e difficoltà sempre e comunque sulle spalle dei calabresi, soprattutto per gli ammalati e le loro famiglie. Ciò, senza allentare l’attenzione sulla erogazione dei fondi ministeriali che dovrebbe dare il via definitivo alla riforma degli opg anche in Calabria”. (msc)

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