25 gennaio 2014 ore: 17:38
Economia

Cambio paese: in una web series la lotta per il lavoro dei giovani espatriati

Comincia dai surreali colloqui di lavoro in Italia, per poi spostarsi nelle principali città europee, la serie di sketch sui disoccupati italiani che cercano fortuna altrove. Gli autori lanciano un crowdfunding e chiedono contributi di idee
Cambio paese webseries - colloquio notizia

BRUXELLES - Di web series, su Youtube, ce ne sono molte, però la prima sui giovani disoccupati e precari italiani è certamente degna di nota. Si chiama Cambio paese, ed è la creatura di un gruppo di ragazzi italiani trasferitisi a Bruxelles, che vogliono documentare la lotta dei loro compatrioti all’estero per sbarcare il lunario, trovare un lavoro e magari tenerselo pure.
Per ammissione degli stessi ideatori della serie, c’è ancora molto da migliorare dal punto di vista tecnico, delle riprese, dello storytelling etc., però gli sketch che già sono online parlano di un progetto promettente. Un progetto che si può sostenere facendo una donazione attraverso la pagina di crowdfunding, o raccolta fondi sul web, che i ragazzi di Cambio Paese hanno messo su.

Prima di parlare della serie, occorre fare una premessa che sgombri il campo da ogni equivoco: chi scrive è stato anche protagonista di uno degli sketch, in cui fa la caricatura di se stesso come giornalista disabile, preso in giro a un colloquio di lavoro in Italia e che – solo poco tempo dopo – riesce a iniziare a collaborare con l’inglese BBC.
Svelato il conflitto di interessi - che però non è tale perché tutti quelli che lavorano al progetto lo fanno solo per divertirsi e per toccare un tasto dolente della situazione dei giovani italiani di oggi, ovvero l’imperante disoccupazione - passiamo a parlare degli sketch e facciamolo con le parole di Giovanni De Paola, quello che ha avuto l’idea di iniziare con la web serie. “Partiremo dall'Italia per girare video nelle città in cui si recano i giovani disoccupati italiani in cerca di lavoro: filmeremo scene in quella che era Berlino Est ad Alexanderplatz e a Kreuzberg/Neukölln”, scrive De paola presentando il progetto. “Porteremo il nostro microfono e la nostra telecamera nelle vie del mercato giamaicano di Brixton a Londra e nel Marais parigino. Saremo i ragazzi che sorseggiano Guinness e Kilkenny a Temple Bar, Duvel e Rochefort a Bruxelles. Infine tenteremo, con l’aiuto della campagna di crowdfunding che abbiamo lanciato – di arrivare a Little Italy a Manhattan, simbolo della migrazione italiana negli Usa”.

E Francesco Cardarelli, di professione cameraman, aggiunge con inconfondibile accento romano: “Se qualcuno mi chiede soldi per un progetto penso sempre che 'me sta a fregà', ma è una distorsione dovuta al malcostume a cui c'ha abituato il nostro paese, alla mentalità italiana. Questo è un progetto per parlare di noi, di voi: nessuno si arricchisce, ma ci si può divertire: 'Datece na mano', basta poco, e salite a bordo che tanto già stiamo tutti sulla stessa barca”.

L’aiuto di cui parlano i ragazzi di Cambio Paese non è solo in termini economici, per un progetto che per ora è a costo zero, ma anche per quanto riguarda idee per la trama di futuri sketch, a cui chiunque può contribuire attraverso la pagina Facebook o l’account twitter (@cambiopaese). E il progetto, sebbene ancora in stato embrionale, ha già visto un piccolo ma importante riconoscimento essendo stato presentato al festival IMMaginario dedicato alle web series che si svolge a Perugia.
Insomma, l’ironia di certo non basterà ad aiutare i milioni di giovani italiani a trovare un lavoro, però magari può servire a sorridere anche in situazioni in cui di sorridere passa un po’ la voglia. (Maurizio Molinari)

Guarda il video di "Cambio paese"

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