13 maggio 2016 ore: 17:21
Economia

Caporalato, campagna “Buoni e Giusti”: in due mesi già 120 ispezioni

Primo bilancio dell’iniziativa Coop per contrastare il lavoro nero nelle filiere ortofrutticole a rischio. Annunciato un aumento dei controlli del 50 per cento. Per fine anno le ispezioni arriveranno a quota 400. “Non è un impegno di facciata”
Buoni e Giusti - Coop
Buoni e Giusti - Coop

ROMA – Ben 120 ispezioni in soli due mesi e una previsione di 400 ispezioni complessive entro fine anno. Sono i primi numeri della campagna “Buoni e Giusti Coop” nata per contrastare il lavoro nero nelle filiere ortofrutticole più a rischio. Un aggiornamento sulla campagna che coinvolge oltre 70 mila aziende agricole fornitrici della Coop fornito a margine della presentazione del rapporto dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil oggi a Roma. “I dati dell’Osservatorio continuano ad essere preoccupanti – si legge in una nota -. Non possiamo abbassare la guardia e in previsione della stagione del pomodoro da industria (la raccolta inizia a luglio) allarghiamo la rete della campagna “Buoni e Giusti Coop” e potenziamo il numero delle ispezioni previste nei campi di raccolta rispetto all’anno scorso”. L’aumento dei controlli, spiega la nota, sarà del 50 per cento rispetto allo scorso anno “a dimostrazione dell’impegno non di facciata che la prima catena della grande distribuzione italiana nonché grande organizzazione di consumatori destina al problema”.

Dopo la verifica fatta sugli agrumi dello scorso novembre, gli auditor di Bureau Veritas, leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, di verifica di conformità e di certificazione a cui Coop si affida, hanno lavorato sui campi di fragole e al momento sono impegnati su quelli destinati alla coltivazione di pomodoro pachino. “Ad essere coinvolti non più soltanto come negli anni precedenti il varo della campagna gli 80 fornitori ortofrutticoli di prodotto a marchio Coop (per 7.200 aziende agricole) – spiega la nota -, ma tutti gli 832 fornitori nazionali e locali di ortofrutta (per oltre 70 mila aziende agricole). A tutti i fornitori (e non solo ai suoi fornitori di prodotto a marchio) Coop ha chiesto di sottoscrivere l’adesione ai principi del Codice etico che contempla una serie di impegni per il rispetto dei diritti dei lavoratori e prevede l’esecuzione di un piano di controlli a cui non si può venir meno, pena in caso di non-adesione l’esclusione dal circuito”. L’altro binario su cui si muove la campagna “Buoni e Giusti Coop”, in stretto raccordo con il progetto lanciato a livello ministeriale già nel 2015, è l’invito all’adesione alla Rete del lavoro agricolo di qualità. “L’iscrizione attesta di essere un’azienda pulita – spiega la nota -, in regola con le leggi e i contratti di lavoro, non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti in corso”.  

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