8 ottobre 2013 ore: 16:56
Immigrazione

Caporalato, la Cgil presenta il film contro lo sfruttamento

Lamonica (Cgil): "Mezzo milione di irregolari a causa della Bossi Fini abbassano le condizioni di lavoro per tutti". Brogi (Flai Cgil): "Serve normativa per incontro domanda offerta di lavoro"
ROMA - "Dopo anni di lotte e denuncie nel 2011 abbiamo ottenuto la legge che - introducendo il reato penale del caporalato - ha reso possibili gli arresti di sfruttatori nell'ambito del processo Sabr a Lecce e altri, ma ancora molto deve essere fatto". Così Stefania Crogi, Segretario Generale della Flai Cgil Nazionale ha aperto questa mattina la conferenza per la presentazione del film-inchiesta "Schiavi – Le rotte di nuove forme di sfruttamento" di Stefano Mencherini prodotto da Flai Cgil con il patrocinio del Ministero dell'Integrazione. "La schiavitù è una realtà disumana alla quale ancora oggi assistiamo, quando uomini che sfuggono da realtà oppressive finiscono nella rete di caporalato, quando la criminalità organizzata sequestra passaporti e costringe a lavorare senza diritti", ha detto. Contro questo fenomeno, per la rappresentante di Flai Cgil "emergono tre proposte": "Abrogare la Bossi-Fini", che fa si che "se non hai un lavoro, non puoi stare sul suolo italiano e incappi nel reato di clandestinità", l'eliminazione della norma secondo cui "i superstiti di Lampedusa oggi siano rinchiusi" e introdurre una legge che permetta l'incontro tra offerta e richiesta di lavoro "non nel cellulare del caporale, ma in condizioni di trasparenza". 
 
Vera Lamonica, Segretario Cgil Nazionale, ha affermato che "abbiamo bisogno di comprendere cosa sta accadendo attorno a noi nel mare dove si è formata la nostra cività". "Da anni abbiamo portato avanti iniziative vertenziali dappertutto, oggi bisogna costruire delle risposte", ovvero "chiedere all'Europa di non pensare di poter mettere muri nei mari, ma riconciliarsi con la propria storia umanitaria". "Abbiamo chiesto che si faccia da subito un corridoio umanitario", ha detto Lamonica in riferimento alla tragedia di Lampedusa "perchè sono persone torturate che fuggono da guerre, non sono solo in cerca di lavoro". "Abbiamo chiesto che possano chiedere protezione internazionale già nei Paesi da dove scappano", ha ribadito il segretario della Cgil Nazionale. "Bisogna alzare il tono verso l'Europa ma l'Italia non può non avere una legge sul diritto d'asilo". Per Lamonica, "dietro la Bossi-Fini c'è un'idea di lavoro": "350.000-migranti senza documenti secondo i dati ufficiali, forse mezzo milione di persone in condizione di irregolarità, sono sotto un ricatto drammatico, che abbassa le condizioni di lavoro per tutti". Per questo "un piano vero di accoglienza va chisto al Governo". Come impegno in questo senso, per un'azione di cambiamento in ambito culturale oltre che giuridico, la confederazione sindacale, che ha sostenuto la produzione del film, sta impegnando per in futuro distribuirlo e proiettarlo nelle scuole. (lj)
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