Cara di Mineo, Medu: "Garantire cure ai migranti vulnerabili"
CATANIA - Garantire assistenza e continuità delle cure ai migranti in stato di vulnerabilità che attualmente vivono al Cara di Mineo, il Centro per richiedenti asilo in provincia di Catania, prossimo alla chiusura. A chiederlo è il Medu (Medici per i Diritti Umani) che li assiste da oltre quattro anni. Il team è formato da due psicoterapeuti, uno psichiatra, due mediatori culturali e un coordinatore. Il Cara di Mineo, che si articola in 404 appartamenti, nelle prossime settimane concluderà la sua esperienza di accoglienza dei richiedenti asilo, iniziata nel marzo 2011 con 1800 presenze, con picchi nel 2013/2014 anche di 4 mila persone. Qualche settimana fa erano rimaste solo 268 persone mentre ad oggi ci sono circa 160 migranti, in prevalenza uomini ma anche donne e qualche minore. Sono state centinaia in questi anni le persone aiutate dal Medu. Nei periodi in cui il Cara ospitava 3 mila persone, in un giorno gli operatori riuscivano a fare anche 30 visite. Oggi si arriva a circa 15. Nel corso del tempo, Medu ha seguito molti casi di persone con sintomatologie gravi legate ai traumi vissuti e subiti direttamente o indirettamente.
"Il nostro team è specializzato nel seguire le vittime di torture e dei trattamenti inumani e degradanti - dice Valentina Gulino, psicologa del team Medu nella struttura da tre anni -. Dentro al Cara ci sono attualmente persone molto vulnerabili che erano nella lista dei trasferimenti e non sono partite proprio per la situazione delicata che hanno. Pertanto, siamo preoccupati della sorte di queste persone per le quali chiediamo di garantire la continuità delle cure in strutture specifiche e non certo in un Cas. Abbiamo vulnerabilità a livello psichico medie e gravi. Gravi significa che abbiamo persone con psicopatologie correlate ai traumi vissuti nei paesi di origine, durante il viaggio migratorio e in Libia. Alcuni hanno visto morire durante il viaggio migratorio molte persone, altri hanno subito diverse forme di violenza o hanno assistito a violenze. Ci sono alcuni nostri pazienti con grave vulnerabilità, ricorrenti per la richiesta di asilo che non potranno andare negli Sprar per vulnerabili. Sappiamo che andranno purtroppo nei Cas che non sono pensati per la cura di questi casi. Altri ancora rischiano di finire in strada". "Ai pazienti - prosegue Gulino - diamo anche un aiuto psicosociale perché, a volte sono così fragili, che non riescono a seguire bene i passaggi dell'iter della loro richiesta d'asilo. Infine, purtroppo, alcune persone si trovano nel limbo perché, al di là della situazione legata ai documenti, la loro vulnerabilità psichica è tale per cui è complicata anche la presa in carico; per noi che veniamo un giorno alla settimana, si tratta di pazienti con psicopatologie importanti che sono difficili da raggiungere per costruire una terapia che li possa realmente aiutare. Il Cara, tra l'altro, è in questo momento in una difficoltà organizzativa tale da non essere in grado di rispondere a questi problemi. Se la persona sfugge o non è in grado di seguire le terapie la situazione diventa davvero drammatica. Nonostante tutto, per quanto ci è possibile, dentro il Cara c'è un equipe di psicologi e un gruppo di medici con cui ci relazioniamo".
Generalmente gli operatori del Medu cercano di rimanere in contatto con i pazienti che hanno seguito anche dopo il loro trasferimento nei Cas. "Alcuni di loro spesso, ricontattandoci dal luogo in cui sono stati trasferiti - continua Gulino - ci danno la possibilità di parlare con gli operatori del nuovo centro. Per alcuni che sono andati in Cas siciliani siamo riusciti anche a continuare l'assistenza presso il nostro ambulatorio di Ragusa. Sicuramente è necessario costruire una rete intorno al paziente che lo possa supportare nel centro che lo accoglie e in tutto quello che è l'iter della sua possibile integrazione e riabilitazione sociale".
Nei quattro anni di servizio ci sono stati percorsi terapeutici che si sono risolti positivamente. "In questi anni la nostra soddisfazione è stata quella di essere riusciti ad aiutare concretamente alcuni di loro - continua ancora Valentina Gulino - che, arrivati a pezzi, poi lentamente si sono ripresi e li abbiamo visti trasformati e in grado di riprendere in mano la loro vita. Questo ha accresciuto la nostra motivazione, dando un significato alto al lavoro di equipe che facciamo dentro il Cara. Ricordo alcune persone che, vivendo un lungo periodo dentro il centro, si sentivano come se non fossero mai arrivate in Italia; chiuse ed isolate, avevano la sensazione di essere ancora in Africa perché non c'èra il contatto con la vita italiana. In questo momento, con le persone che seguiamo, stiamo facendo un lavoro di contenimento della forte insicurezza e paura che vivono sull'impossibilità di riuscire a vedere un futuro e sapere quello che succederà loro domani. Nonostante le difficoltà dovute al loro disorientamento, cerchiamo lo stesso di sostenerli per cercare di essere un punto di riferimento".
A ribadire e rimarcare quanto drammatica sia la situazioni dei migranti più vulnerabili è anche la mediatrice culturale del Medu, Najla: "E' evidente che dentro il Cara i migranti vivono forti sofferenze, anche per il fatto di non essere visibili. Una donna che è stata trasferita recentemente dal Cara in un altro centro, ci ha raccontato che solo adesso per la prima volta si sentiva in Italia. Ciò fa capire il luogo di forte isolamento e di 'parcheggio' che è il Cara. Dentro la struttura, da sempre, poi molti hanno lamentato e soffrono l'atteggiamento spesso distaccato del personale. Tra i vulnerabili, purtroppo, in particolare, abbiamo alcune persone che si stanno lasciando andare non seguendo la terapia. In questo momento non c'è nessuno che li aiuta e non sono in grado di badare a se stessi con tutte le conseguenze del caso. Naturalmente queste persone hanno un rischio maggiore di avere un futuro incerto e di rimanere per la strada. Con grande dispiacere abbiamo già perso le tracce di chi sapevamo particolarmente fragile e non vogliamo che succeda con altri". (set)