27 ottobre 2013 ore: 22:19
Giustizia

Carcere, a Roma un progetto per la salute dei detenuti stranieri

Potenziamento e sviluppo della mediazione sociale e del dialogo interculturale e messa a sistema di un servizio sperimentale di integrazione socio-sanitaria: sono alcuni degli obiettivi del progetto pilota "Mediare", voluto dal garante dei detenuti del Lazio e presentato al fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi
Carcere, sovraffollamento, mani che escono da sbarre

Roma - Garantire la tutela del diritto alla salute dei detenuti stranieri reclusi a Roma, a Regina Coeli, attraverso il potenziamento e lo sviluppo di politiche di mediazione sociale, linguistica e dialogo interculturale, promuovendo la messa a sistema di un servizio sperimentale di integrazione socio-sanitaria e di mediazione interculturale. Sono questi gli obiettivi del progetto pilota Me.D.I.A.Re. (Mediazione per i diritti di integrazione e di salute agiti a favore dei detenuti stranieri di Regina Coeli) - fortemente voluta dal garante dei detenuti del Lazio - presentato al fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi. E' quanto si legge in una nota.

"Nel Lazio- ha detto il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni- la presenza di reclusi stranieri e' intorno al 37%, con punte di oltre il 60% proprio a Regina Coeli. Nello storico carcere romano la situazione degli stranieri presenta elevate criticita' legate all'emarginazione che raggiunge picchi allarmanti proprio nell'ambito della tutela della salute".

"L'assenza di un servizio di mediazione interculturale nell'ambito della medicina generale e specialistica (tossicodipendenze, malattie croniche e infettive) e nella valutazione dello stato di salute dei nuovi ingressi, la mancata conoscenza della lingua italiana, costituiscono un forte impedimento alle regolari attivita' di assistenza sanitaria e all'attuazione della carta dei servizi prevista dalla legge 230/99- ha aggiunto- Per questi motivi abbiamo incoraggiato un lavoro molto innovativo che coinvolge importanti istituzioni pubbliche e autorevoli realta' del mondo dell'immigrazione, del carcere e della sanita'; una esperienza che ci auguriamo potra' essere estesa a tutti gli istituti penitenziari".

Alle criticita' evidenziate dal garante, continua il comunicato, il progetto Me.D.I.A.Re. risponde proponendo un approccio multidisciplinare attraverso una collaborazione in rete fra servizi pubblici ed esperienze del settore dell'immigrazione, del carcere e della sanita' in cui la cooperativa sociale Auxilium e' il soggetto capofila, ma un ruolo strategico e' giocato dalla Asl RmA, dal carcere di Regina Coeli e dal Forum nazionale per il diritto alla salute in carcere.

Me.D.I.A.Re. intende garantire il reale accesso ai livelli essenziali di assistenza a un target vulnerabile come i detenuti stranieri e per questo ha implementato una rete territoriale strutturata che coinvolge, oltre al garante dei detenuti anche il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria del Lazio, la comunita' di Sant'Egidio, l'universita' La Sapienza di Roma-Dipartimento di Storia, Culture, Religioni e l'associazione di mediatori interculturali MEDeA. (DIRE)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news