22 febbraio 2018 ore: 14:38
Giustizia

Carcere: approvati i decreti su lavoro, minori e giustizia riparativa

Il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti inizialmente rimasti al palo. Resta indietro il decreto sulla riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario. Anastasia: “Siamo delusi, speriamo sia solo un rinvio”

ROMA - “Abbiamo varato 3 decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario. Il nostro è un lavoro in progress nel senso che alcuni sono stati adottati, altri lo saranno nelle prossime settimane, anche tenendo conto delle indicazioni del Parlamento. La nostra impostazione si riassume così: lavoriamo con strumenti diversi innanzitutto con l’obiettivo che questo sistema carcerario contribuisca a ridurre notevolmente il tasso di recidiva”. Queste le parole del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa seguita alla riunione di oggi del Consiglio dei Ministri che ha visto, tra i punti all’ordine del giorno, la riforma dell’ordinamento penitenziario. Un testo che dopo 40 anni rimette mano al sistema carcere con un intervento frutto di anni di lavoro e ricerca, confluito nell’opera delle commissioni ministeriali nominate dal ministro della Giustizia Andrea Orlando nell’agosto scorso per riportare nel solco tracciato dalla Costituzione un sistema che è già costato all’Italia una condanna dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Ma il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti relativi a lavoro, minori e giustizia riparativa, inizialmente rimasti al palo, lasciando indietro quello sulla riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario, su cui si erano già espresse Camera e Senato (quest’ultimo con pesanti ‘ritocchi’) e che metteva mano al nodo centrale: l’ampliamento delle misure alternative.

“Siamo delusi che non sia stato approvato il decreto ‘principale’ – commenta Stefano Anastasìa, garante dei detenuti del Lazio, in sciopero della fame per sollecitare il varo della riforma - e capiamo le ragioni che possono stare dietro al rinvio: ragioni tattiche tese ad evitare polemiche che già si sono presentate pretestuosamente. Ma a questo punto ci auguriamo che all’indomani delle elezioni possa essere approvato e che si sia trattato semplicemente di un rinvio per evitare che questa materia fosse oggetto di polemica negli ultimi giorni di campagna elettorale. Speriamo che all’indomani delle elezioni il governo, che sarà comunque nel pieno delle sue facoltà per approvare il decreto, chiuda definitivamente il suo iter”. (Teresa Valiani)

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