28 luglio 2022 ore: 10:20
Giustizia

Carcere, circa 70 mila le persone in esecuzione penale esterna. Cresce la messa alla prova

I dati del Rapporto Antigone. Al 15 maggio 2022 sono 73.203 le persone in carico ai servizi di esecuzione penale esterna per lo svolgimento di una misura o di una sanzione di comunità, quasi 6 mila in più rispetto a un anno fa. A novembre 2021 erano 749 i detenuti sottoposti al regime di 41-bis e 9.212 le persone detenute in Alta Sicurezza

ROMA - Al 15 maggio 2022 sono 73.203 le persone in carico ai servizi di esecuzione penale esterna per lo svolgimento di una misura o di una sanzione di comunità. Quasi seimila in più rispetto a un anno fa. Tra queste, 34.081 stanno scontando la propria pena attraverso una delle tre misure alternative alla detenzione. Nello specifico, 21.726 sono in affidamento in prova al servizio sociale, 11.466 in detenzione domiciliare e 889 in semilibertà. Sono i dati contenuti nel rapporto di Antigone "La calda estate delle carceri", presentato questa mattina.

"Osservando l’andamento storico, vediamo come il totale di persone in misura alternativa sia significativamente aumentato nel tempo. Dieci anni fa erano quasi 20.000 persone, 5 anni fa erano intorno a 25.000. Alla fine di quest’anno potrebbero essere circa 10.000 in più - afferma Antigone -. Guardando invece alle singole tipologie di misura, vediamo come negli ultimi dieci anni il numero degli affidamenti in prova sia più che raddoppiato (9.989 nel 2012), le detenzioni domiciliari siano aumentate ma in maniera ridotta (9.139 nel 2012), mentre le semilibertà siano rimaste più o meno invariate (858 nel 2012)".
Si registra un significativo incremento anche nelle persone in messa alla prova (25.255), a conferma di un trend sempre in crescita sin dall’introduzione dell’istituto nel 2014. Seguono poi i numeri dei lavori di pubblica utilità come sanzione di comunità (9.179) anch’essi in crescita rispetto agli anni passati.

Alla generale crescita dell’esecuzione penale esterna non corrisponde però un calo di quella interna che anzi, rispetto all’anno scorso, conta circa un migliaio di persone in più. Aumenta in questo modo il numero complessivo delle persone in carico alla giustizia penale.

41 bis e alta sicurezza: numeri stabili

A novembre 2021 erano 749 i detenuti sottoposti al regime di 41-bis. Alla stessa data erano 9.212 le persone detenute in Alta Sicurezza, che si suddividono fra appartenenti alla criminalità organizzata di tipo mafioso per i quali è venuta meno l’applicazione del 41-bis (AS1), detenuti per reati di terrorismo anche internazionale (AS2), ed esponenti legati alla criminalità mafiosa e alle organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti (AS3). Il gruppo largamente più cospicuo era l’Alta Sicurezza 3, che comprendeva oltre 9 mila detenuti (8.796 uomini e 218 donne) suddivisi in 55 istituti penitenziari dislocati sull’intera penisola. Erano 82 (di cui 8 donne) nel circuito di Alta Sicurezza 2, 43 (2 donne) accusate o condannate per terrorismo internazionale di matrice islamica e 25 persone (6 donne) per terrorismo interno o nazionale.

Troppe persone nelle sezioni ex art. 32 per detenuti che richiedono particolari cautele

Il Garante nazionale riporta il dato dei reparti ex art. 32 OP in cui vengono ristretti i detenuti che abbiano un comportamento che richiede particolari cautele. Alla fine di aprile 2022 i reparti ex art 32 erano 49 per gli uomini e 3 per le donne e vi erano ristretti 966 uomini (in lieve calo rispetto ai 1.042 dell’anno scorso) e 42 donne (in forte aumento rispetto alle 25 dell’anno scorso).

Covid 19, “ingiustificata la compressione delle attività”

Secondo i dati del ministero della Giustizia al 18 luglio 2022 i detenuti risultati positivi al Covid erano 847 su 54.175 presenze. Soltanto un detenuto risulta ricoverato mentre tutti gli altri sono asintomatici. Anche fra i 36.939 membri del corpo della polizia penitenziaria i positivi sono 660, di cui un solo ricoverato. Fra il personale amministrativo, che conta 4.021 unità, i positivi sono 71 e nessuno risulta ricoverato. Ancora vi sono casi in cui si restringono ingiustificatamente le attività all’interno. Nell’ultimo anno l’andamento dei positivi fra detenuti e personale è variato molto, in parte anche seguendo la curva dei positivi nella società libera.

Fra i detenuti il picco dei casi (valore più alto in assoluto nell’ultimo anno ma anche da inizio pandemia) si è raggiunto a fine gennaio con 3.859 detenuti positivi su 53.619 presenti. Questi dati dimostrano come nelle carceri la gestione delle positività sia ancora una delle priorità delle direzioni, che hanno bisogno di spazi per l’isolamento dei positivi e le quarantene dei nuovi giunti. Un sistema libero dal sovraffollamento renderebbe più vivibili gli spazi e permetterebbe una migliore gestione delle persone detenute non solo durante questa ancora difficile situazione, ma anche in circostanze di normalità.
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