13 dicembre 2017 ore: 15:17
Giustizia

Carcere: detenuti al lavoro nell’Istituto per la Storia del Risorgimento

Sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Dap e la struttura che ha sede nel complesso monumentale del Vittoriano: al centro del documento, la promozione di attività culturali e formative e la possibilità di svolgere volontariato e lavori di pubblica utilità
Firma protocollo detenuti al lavoro Istituto Storia del Risorgimento

ROMA - Ripartire dalla storia per comprendere il passato e tradurre il presente, per acquisire nuovi e importanti strumenti di conoscenza pronti a risvegliare il senso di appartenenza e di comunità. Per colmare, almeno in parte, le lacune culturali che spesso sono alla base di molti comportamenti devianti. Sono questi i princìpi al centro del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenzia e l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, firmato ieri dal capo del Dap, Santi Consolo, e dal Commissario Straordinario dell’Istituto, Francesco Paolo Tronca. Il protocollo ha la durata di 3 anni e prevede iniziative mirate alla “promozione di attività culturali e formative a favore delle persone detenute”.

Il Risorgimento dunque entra in carcere per sostenere il complesso percorso di recupero delle persone ristrette e contribuire, anche con attività esterne, al loro reinserimento nella società.

“L’accordo – si legge in una nota del Dap - è finalizzato a diffondere la Storia del Risorgimento italiano negli istituti penitenziari mediante l’organizzazione di attività formative e culturali promosse dall’Istituto per la Storia del Risorgimento”.

La collaborazione tra i due organismi non è nuova perché già in passato l’Istituto, che ha sede nel complesso monumentale del Vittoriano, ha realizzato in alcune carceri incontri di approfondimento storico, promuovendo anche visite culturali di detenuti negli spazi del Museo Centrale del Risorgimento che, oltre a ospitare collezioni permanenti, organizza anche mostre tematiche. All’interno della struttura, ogni due anni, è promosso un Congresso internazionale su temi e problemi della storia risorgimentale con la partecipazione di studiosi italiani e stranieri.

Non solo formazione: per i detenuti anche la possibilità di svolgere attività di volontariato e servizi di pubblica utilità: “Il patrimonio storico e artistico dell’Istituto – sottolinea la nota del Dap - sarà oggetto di incontri e conferenze rivolte alle persone detenute, al fine di rafforzare la conoscenza del Risorgimento ed offrire la possibilità di svolgere attività di volontariato e/o servizi di pubblica utilità presso l’Istituto”.
Tra i compiti dell’Istituto, “promuovere e facilitare gli studi sulla storia d’Italia dal periodo preparatorio dell’Unità e dell’Indipendenza sino al termine della prima guerra mondiale, raccogliendo documenti, pubblicazioni e cimeli, curando edizioni di fonti e di memorie, organizzando congressi scientifici”. (Teresa Valiani)

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