3 novembre 2015 ore: 19:05
Giustizia

Carcere e affettività dei detenuti, Uspp: "Non siamo portieri d'albergo"

Roma - Le emergenze delle carceri italiane "sono altre", e soprattutto "non vogliamo fare i portieri d'albergo". Giuseppe Moretti e' il presidente di Uspp, sindacato di polizia penitenziaria, interpellato dall'agenzia DIRE a proposito della proposta...

Roma - Le emergenze delle carceri italiane "sono altre", e soprattutto "non vogliamo fare i portieri d'albergo". Giuseppe Moretti e' il presidente di Uspp, sindacato di polizia penitenziaria, interpellato dall'agenzia DIRE a proposito della proposta di legge che vorrebbe garantire il diritto all'affettivita' dei detenuti, con dei locali realizzati appositamente dove gli stessi avrebbero la possibilita' di incontrare famigliari, amici e amanti.

"Per quanto ci riguarda siamo operatori della sicurezza- ha detto Moretti- Il nostro interesse primario, quello che a noi compete, e' mantenere la sicurezza partecipando ad attivita' trattamentali dei detenuti. Questo elemento non ha connotazione tale da essere prioritario per la socializzazione, anche se non siamo contrari a priori".

Inoltre, spiega, "la struttura e la tipologia consentono una situazione del genere. E poi non e' riconosciuta in altri Paesi europei come la si vuole riconoscere in Italia. Riteniamo che la priorita' va data ad un modello educativo che coinvolga la Polizia Penitenziaria. Non ci sembra che cio' sia confacente ai compiti istituzionali della Polizia Penitenziaria, sia per il mantenimento dell'ordine di sicurezza, sia sotto l'aspetto istituzionale. Si tratta di una iniziativa che non osteggiamo ma siamo perplessi su come si intende attuare. Le carceri hanno miliardi di problemi. Non si puo' pensare che difetti strutturali possano essere risolti da provvedimenti di altri natura".

Gli agenti chiedono "strutture in cui la dignita' sia mantenuta, anche quella lavorativa, rispetto a quella in cui attivita' di controllo e vigilanza e recupero del reo e' solo fittizia". Per Moretti "ci sono prima problemi piu' gravi da risolvere. La Polizia penitenziaria gia' per conto suo da un contributo alla continuita' di rapporti con i famigliari". Quella come le 'stanze dell'affettivita'' "non siamo convinti che siano misure che possano risolvere problemi carceri o dare dignita' a detenuti, rispetto alla pena che debbono espiare". E comunque, "non vogliamo essere portieri di albergo".

(DIRE)

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