3 novembre 2015 ore: 16:42
Giustizia

Carcere, Ferri: governo seguirà con attenzione ddl su tema affettività

"Il governo seguirà con la massima attenzione" la proposta di legge sulle relazioni affettive e familiari dei detenuti all'esame della commissione Giustizia della Camera. Lo dice il sottosegretario, Cosimo Ferri, al termine delle inedite aud...
Carcere, mani fuori dalle sbarre - SITO NUOVO

Roma - "Il governo seguira' con la massima attenzione" la proposta di legge sulle relazioni affettive e familiari dei detenuti all'esame della commissione Giustizia della Camera. Lo dice il sottosegretario, Cosimo Ferri, al termine delle inedite audizioni via skype, sul testo a prima firma del deputato Pd Alessandro Zan, che hanno permesso alla commissione guidata da Donatella Ferranti, di ascoltare alcuni dei carcerati presso l'Istituto penitenziario 'Due Palazzi' di Padova, oltre che alle testimonianze di loro familiari, di persone che svolgono attivita' di volontariato nel carcere e di rappresentanti della redazione della rivista 'Ristretti orizzonti'.

Sottolineando che le audizioni "confermano l'importanza del tema", Ferri ricorda che nel ddl del governo sulle modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale "c'e' anche una parte dedicata all'ordinamento penitenziario sulla finalita' rieducativa della pena". La legge delega "gia' approvata dalla Camera e ora al Senato- continua l'esponente del governo- contiene, tra i principi e i criteri di delega, il riconoscimento del diritto all'affettivita' per le persone detenute. Il tema e' quindi gia' parte di un disegno di legge governativo e ben venga l'incardinamento in commissione di questa proposta di legge".

Ferri, al termine delle audizioni via Skype in commissione Giustizia alla Camera sulla proposta di legge Zan aggiunge: "Noi stiamo lavorando a un modello di carcere diverso, garantire si' la certezza della pena ma anche lavorare sulla rieducazione. I due cardini sono il lavoro penitenziario e le modalita' attuative del tema dell'affettivita', che e' questione piu' delicata".

Secondo il sottosegretario, "occorre trovare un punto di equilibrio tra le ragioni di sicurezza e il diritto alla affettivita' che non riguarda solo chi e' internato ma anche chi non c'entra niente con la sua storia processuale, ossia il coniuge, il compagno, il figlio, tutti coloro che con il detenuto hanno un legame affettivo".

(DIRE)

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