Carcere, il Garante a ministro: "Incontri aperti negli istituti"
ROMA - Una ventina di incontri aperti nelle carceri italiane piu' significative. Questa la proposta avanzata da Franco Corleone, Garante regionale dei detenuti, emersa questa mattina, nel corso della riunione dei Garanti regionali e territoriali e delle associazioni impegnate sul tema dei diritti. La richiesta ora è da sottoporre al ministro della giustizia Andrea Orlando, mettendo in evidenza anche l'urgenza delle nomine del Garante nazionale e del capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap). Preoccupazione e' emersa tra i presenti per i ritardi di queste nomine, fondamentali per orientare la riforma penitenziaria. Secondo Corleone, queste riunioni dovrebbero essere aperte e tenersi all'interno degli istituti penitenziari, alla "presenza di detenuti, operatori del settore, rappresentanti delle associazioni, istituzioni locali e nazionali. Proclamiamo uno stato di attenzione- spiega Corleone- sul mondo carcere, sulla riforma del sistema penitenziario. L'obiettivo di questi incontri dovrebbe essere proprio quello di favorire la sensibilizzazione e di portare all'esterno tematiche e argomenti di cui spesso diabattiamo tra noi addetti ai lavori". Dagli interventi dei garanti presenti e' emersa una critica diffusa all'istituzione carceraria che rischia di non dare risposte ne' dal punto di vista punitivo ne' riabilitativo. "Si corre il pericolo- conclude- che il senso della pena sia il non far nulla in un luogo vuoto". Infine, Corleone ha ricordato l'appuntamento di novembre a Firenze dove 21 e il 22 si terra' un convegno internazionale sul fallimento del carcere, a 250 anni dal saggio "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria. (DIRE)