27 ottobre 2020 ore: 12:24
Salute

Carcere, l’appello a Firenze: “Vaccinare i detenuti contro l’influenza”

A lanciare la proposta i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu con Massimo Lensi dell’Associazione Progetto Firenze e l’Osservatorio carcere Camera Penale di Firenze


Carcere, detenzione

FIRENZE - “L’aumento dei contagi del virus è una condizione che le persone libere possono contrastare con responsabilità e con la piena consapevolezza dei rischi, avendo a disposizione un sistema sanitario che, seppur sotto pressione, riesce a garantire risposte e un'informazione capillare. Nelle istituzioni totali non è così, in particolare negli istituti penitenziari. In questi luoghi – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu con Massimo Lensi dell’Associazione Progetto Firenze e l’Osservatorio carcere Camera Penale di Firenze – vigono paura e senso di abbandono. La stessa edilizia penitenziaria, strutturata in celle dove la promiscuità è regola, unita al sovraffollamento cronico degli istituti inducono a temere il peggio. Il distanziamento è utopia e le condizioni igieniche sono pessime. Nonostante molti istituti stiano predisponendo misure adeguate di isolamento preventivo per i casi sospetti, tutto ciò potrebbe non bastare nel malaugurato caso di una diffusione dei contagi. Occorre quindi alzare rapidamente il livello dell'attenzione e facilitare la rapidità diagnostica, ad esempio promuovendo la vaccinazione anti-influenzale, come si sta facendo fuori dalle carceri”

“Perciò – continuano - pur sperando che si sta già provvedendo, ci sentiamo ugualmente in dovere di rivolgere un pressante appello ai nuovi assessori regionali alla sanità, Simone Bezzini, e alle politiche sul carcere, Serena Spinelli, affinché i 3.247 detenuti negli istituti toscani (dati del 30 settembre scorso) siano inclusi nelle categorie considerate a rischio e sia offerta loro la vaccinazione anti-influenzale, attraverso una campagna interna agli istituti penitenziari da attuare in collaborazione con il Prap (Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria).

E infine: “L'assistenza sanitaria alla popolazione detenuta è di competenza del Servizio sanitario regionale. Riteniamo importante – concludono Palagi, Bundu e Lensi – che la Regione attivi velocemente, anche attraverso una corretta e documentata informazione, una campagna che illustri i comportamenti a rischio e raccomandi l'impiego della vaccinazione anti-influenzale in carcere. Bisogna, però, far presto. Il tempo della burocrazia è molto più lento di quello che l'emergenza sanitaria in atto consente. E oggi il vaccino anti-influenzale può ragionevolmente aiutare a distinguere i sintomi del più pericoloso Covid-19”.


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