22 maggio 2020 ore: 11:02
Giustizia

Carcere, meno di 300 minori negli istituti penali. Donne, "minimo storico"

Rapporto di Antigone sulla situazione del carcere ai tempi del coronavirus. Minori in Ipm: 102 giorni la media di permanenza in carcere, oltre il 40% è di origine straniera. Presenze stabili in comunità. Al 30 aprile 2.224 donne recluse (478 in meno rispetto al 29 febbraio)
Foto da Dire.it carcere
ROMA - Un sistema “che resiste e che non è affollato” quello degli Istituti penali per minorenni,  diciassette in Italia: diminuiscono le presenze, 102 giorni la media di permanenza in carcere, elevata la rappresentazione dei detenuti stranieri. Lo rileva il sedicesimo rapporto di Antigone, presentato oggi, che fa il punto sulla situazione in Italia del carcere ai tempi del coronavirus. “Se all'inizio del 2019 gli Istituti penali per minorenni italiani ospitavano 440 ragazzi, - spiegano gli osservatori - un anno dopo erano recluse 375 persone (di cui 23 donne), a fronte delle 12.836 in carico ai Servizi della giustizia minorile”. Oggi sono meno di 300 i ragazzi in istituto e oltre il 40% è di origine straniera, là dove - precisa Antigone - solo un ragazzo su quattro, tra quelli presi complessivamente in carico dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni, è straniero. 

La permanenza dei ragazzi in carcere nel corso del 2019 è stata in media di 102 giorni e, con l’emergenza coronavirus il numero delle presenze è diminuito ulteriormente. Se infatti fino al 15 marzo era rimasto sostanzialmente invariato, nel mese successivo è sceso di 74 unità, fino a contare 298 detenuti.
Nelle comunità, ministeriali e private, rimane stabile il numero dei ragazzi: 1.034 all’inizio del 2019, 1.104 un anno dopo e al 15 aprile 2020 sono 1.062 (-4% rispetto al mese precedente).
Alla metà di aprile, precisa Antigone, non si contava alcuna persona positiva al Covid-19 tra i ragazzi reclusi negli istituti né tra quelli ospitati dalle comunità.

Donne detenute al minimo storico 

Al 30 aprile 2020 erano 2.224 (4,13% della popolazione ristretta), 478 in meno rispetto al 29 febbraio, segnando secondo il rapporto un minimo storico. Le detenute si trovano sparse tra i quattro istituti di pena femminili presenti in Italia - a Roma (“G. Stefanini” Rebibbia Femminile), Pozzuoli, Trani, Venezia (“Giudecca”) - e le 44 sezioni femminili all’interno di carceri maschili: 519 le detenute ristrette nei primi, 1.705 nelle seconde.


Reclusi con le mamme 40 bambini

 

Al 30 aprile 2020 le detenute con figli minori di 3 anni sono 34, con 40 i figli a carico, ma appena due mesi prima, il 29 febbraio, erano 54 con 59 figli. Si trovano all’Icam di Lauro, a Salerno, Bologna, Roma Rebibbia Femminile, Bollate, Milano San Vittore, Torino Le Vallette, Firenze "Sollicciano" e Venezia "Giudecca".

Da Meet a Zoom, la didattica è online


Sono 56 gli istituti penali (tra cui Opera, San Vittore, Regina Coeli, Secondigliano, Cremona) che hanno aderito alla proposta della Cisco Academy, già presente a Bollate con diversi corsi, che ha deciso di concedere gratuitamente Webex meeting alle strutture che ne avessero fatto richiesta. “Finalmente un progetto che riduce le distanze con la vita reale”, commenta Antigone che ricorda tra i diversi programmi per la realizzazione di videoconferenze l’utilizzo di Meet, sia per le classi di scuola media e superiore, che per i percorsi di alfabetizzazione in istituti come a Bergamo e Terni; il programma Zoom, che a Velletri è stato inizialmente adottato per le classi quinte della scuola primaria, con sessioni da 40 minuti, per poi essere esteso alle altre classi, anche se con collegamenti di durata minore. “In alcuni istituti sono state organizzate sedute di video lezioni solo per alcuni cicli di istruzione e solo per alcune ore a settimana (a San Gimignano le videolezioni sono rivolte alla classe quinta per due volte alla settimana) o dividendo gli studenti in turni; in altri, per ovviare alla mancanza dei pc, è stata utilizzata la Lim in classe”.
Progetti di didattica a distanza sono stati attivati anche negli istituti penali di Volterra, Massa Marittima, Chieti, Milano Bicocca, Padova, Siracusa ai quali, seppur in fase di avvio, di Catania, Treviso, Livorno e Gorgona.
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