19 febbraio 2014 ore: 16:51
Giustizia

Carcere, proposta di legge su misure alternative consegnata ai parlamentari

Il gruppo di lavoro "La certezza della pena", composto dalle principali realtà nazionali impegnate sul tema del carcere e promosso anche dal Cnv di Lucca, ha consegnato stamani a una decina di parlamentari la prima bozza di una proposta suddivisa in sei punti
Francesco Cocco/Contrasto Carcere, celle aperte

ROMA - Una nuova normativa per riconoscere le misure alternative alla pena. E' quello che chiede il terzo settore. Il gruppo di lavoro "La certezza della pena" - composto dalle principali realtà nazionali impegnate sul tema del carcere - ha consegnato stamani a una decina di parlamentari la prima bozza di una proposta di legge suddivisa in sei punti. Si chiede infatti il riconoscimento normativo e amministrativo dell'accoglienza di persone in esecuzione penale e in fase di reinserimento sociale; la predisposizione di un piano di risorse immediate e urgenti per progetti di reinserimento sociale; l'estensione degli articoli 17 dell'ordinamento penitenziario (legge 354/75) e del 120 (regolamento del 2000) oltre che la revisione delle autorizzazioni previste dall'articolo 78; la riformulazione degli articoli 73-77 sul Consiglio di aiuto; il sostegno istituzionale a iniziative di accoglienza e accompagnamento; la costituzione un tavolo di lavoro permanente dedicato al tema delle misure alternative alla pena.

L’incontro "Carcere, verso la certezza del recupero. Il ruolo delle comunità educative di accoglienza: un disegno di legge", che si è svolto stamani nella Sala della Mercede della Camera dei Deputati, è stato promosso dal gruppo di lavoro coordinato dal Centro nazionale per il volontariato insieme a Seac e Conferenza nazionale volontariato giustizia. Le prossime tappe di questo percorso prevedono l'incontro con il Ministro della Giustizia e un nuovo evento pubblico già in programma al Festival del volontariato in programma a Lucca dal 10 al 13 aprile.

"Si tratta di una proposta chiara sul sistema delle pene alternative da portare all'attenzione del nuovo Governo - spiega il presidente del Cnv Edoardo Patriarca - Si tratta di una progettazione condivisa e strategica nata all'interno del gruppo. E' bene ricordare che il problema non è solo il sovraffollamento. Noi siamo qui per offrire un'altra visione della pena. Investire sulle misure alternative significa investire sull'uomo, nel rispetto della Costituzione. E significa anche risparmiare, sia sul piano economico sia su quello sociale. Il reinserimento da solo non basta. Occorre farci trovare pronti sui territori. Per questo è necessario il contributo di tutti". Una tesi, questa, sostenuta dai numeri”:

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