3 ottobre 2018 ore: 16:10
Giustizia

Carcere, Simspe: il 70% detenuti ha una malattia cronica, metà non lo sa

Secondo gli ultimi dati, circa il 70% dei detenuti è affetto almeno da una malattia cronica, ma di questi poco meno della metà ne è consapevole. Di questo e altro si parla al XIX Congresso Nazionale Simspe "Agorà Penitenziaria 2018". Tra le malattie infettive, il virus dell'epatite C è quello più rappresentato

Roma - Ogni anno all'interno dei 190 istituti penitenziari italiani transitano tra i 100mila e i 105mila detenuti. Secondo gli ultimi dati, circa il 70% dei detenuti e' affetto almeno da una malattia cronica, ma di questi poco meno della meta' ne e' consapevole. Le carceri si confermano, quindi, un concentratore di patologie dalle malattie infettive a quelle psichiatriche, dalle patologie metaboliche a quelle cardiovascolari e respiratorie.

Di questo e altro si parlera' al XIX Congresso Nazionale Simspe 'Agora' Penitenziaria 2018' che si svolge a Roma domani e venerdi' 5 ottobre, presso l'Hotel dei Congressi all'Eur organizzato insieme alla Societa' Italiana di Malattie Infettive e Tropicali - SIMIT. Circa 200 i partecipanti, provenienti da tutta Italia. Tra i principali topics in programma, la vaccinazione delle persone detenute, integrazione e tutela delle fragilita' sanitarie e sociali in carcere, il dolore e la salute mentale in ambito penitenziario, microeradicazione di HCV in sezioni detentive, esperienze di gestione dei detenuti migranti.

Epatite C - "Tra le malattie infettive, il virus dell'epatite C e' quello piu' rappresentato, soprattutto a causa del fenomeno della tossicodipendenza - spiega il Prof. Sergio Babudieri, Presidente del Congresso nonche' Direttore Scientifico SIMSPe-ONLUS - E' risaputo che un terzo dei detenuti (34%) e' detenuta per spaccio di stupefacenti, il che li rende piu' soggetti a malattie infettive. Dal 30% al 38% dei carcerati ha gli anticorpi del virus dell'epatite C, ma di questi solo il 70% hanno il virus attivo. Dai 25 ai 30mila detenuti, quindi uno su tre, avrebbero bisogno di essere trattati con i nuovi farmaci altamente attivi contro il virus C dell'epatite".

Hiv, Epatute B e Tubercolosi - Numeri migliori, ma non ancora positivi, per quanto riguarda l'HIV. Una patologia in diminuzione, ma che non riguarda piu' principalmente ed esclusivamente le categorie piu' a rischio. Oggi si parla del 3/3,5% di sieropositivi nelle carceri, ma e' difficile effettuare nuove diagnosi. Gli affetti da Epatite B, invece, sono circa il 5-6% del totale. Inoltre oltre la meta' dei detenuti stranieri e' positivo ai test per la tubercolosi.

Migranti e malattie - "Quando parliamo di migranti - prosegue il Prof. Babudieri - dobbiamo ricordarci che si tratta di persone che, per piu' o meno ovvie ragioni, tendono a non curarsi e a non poter approfondire la propria questione sanitaria. In aumento per loro e' soprattutto la tubercolosi, con la possibilita' di aumentare la circolazione di ceppi multiresistenti ai farmaci. Un ulteriore problema e' intrinseco alla malattia, per sua natura subdola e non facilmente diagnosticabile, perche' il peggioramento e' lento e graduale. Purtroppo ci vorrebbe una maggiore attenzione proprio a partire dai centri migranti, spesso con controlli sanitari non adeguati". (DIRE)

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