11 marzo 2014 ore: 14:12
Giustizia

Carceri, "l'Italia sta rientrando dall’emergenza"

Parla il direttore della casa di reclusione di Opera (Milano) Giacinto Siciliano: “Le scelte adottate dal precedente Guardasigilli Cancellieri vanno nella direzione giusta. L'Italia eviterà le sanzioni perché il sistema si sta trasformando”
Stefano G. Pavesi/Contrasto Carcere, detenuto legge dietro a grata

MILANO – "Se guardo i nostri numeri, stiamo rientrando dall'emergenza". Giacinto Siciliano è ottimista: rispetto a quando la Corte europea ha condannato il sistema penitenziario italiano, la situazione è migliorata. Le linea adottate dal ministero della Giustizia a guida Annamaria Cancellieri "sono sempre state molto chiare, il messaggio è stato recepito a tutti i livelli", commenta Siciliano. Dalla "sorveglianza dinamica" (un agente di polizia penitenziaria controlla un settore del carcere dove stanno più detenuti e non celle singole) al testo del decreto Svuotacarceri, passando alla programma per la scarcerazione anticipata speciale e le misure alternative, secondo il direttore della casa di reclusione del milanese tutti i provvedimenti hanno sempre avuto l'obiettivo di sgravare le carceri dal peso che sopportano ora. Il problema è quello che sta oltre le mura. Non ci sono ad esempio abbastanza strutture per i malati: Opera ha un centro clinico considerato d'eccellenza sempre pieno. "Perché siamo a Milano, dove i servizi sono migliori, e abbiamo un centro attrezzato. Avere un tasso di reclusi malati alto come il nostro rende il lavoro più difficile", aggiunge Siciliano.

Per apprezzare i risultati a livello di sistema, però, è necessario avere pazienza. I primi saranno giusto strettamente necessari ad evitare che a maggio 2014 diventino attive le sanzioni comminate all'Italia dalla Corte di giustizia europea per la sentenza Torreggiani. Ci saranno anche quelli per l'abolizione della Bossi-Fini, dopo che ci sarà una revisione dei processi. "Ma riusciremo almeno ad uscire dall'illegittimità", confida Siciliano. Al primo posto, il tempo medio trascorso in cella: a quanto appurato dalla Corte a Busto Arsizio, il carcere della Torreggiani, i detenuti non potevano uscire per 21 ore. Troppo alto. 

Opera non ha mai sofferto particolarmente per il sovraffollmento (il tasso è del 130%, contro il 143% della media regionale), ma ora la grande sfida che dovrà affrontare è la sua trasformazione. I posti per detenuti comuni diventeranno mille nel giro di due anni (oggi sono 600, al pari di quelli di alta sicurezza). A quel punto la struttura dovrà anche attrezzarsi con progetti sociali e di reinserimento lavorativo adeguati. Proprio in questa direzione, Opera ha avviato oggi una collaborazione con l'università Bicocca per permettere ai detenuti di frequentare corsi universitari. (lb)  

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