27 giugno 2016 ore: 14:16
Disabilità

Caregiver familiare, al Senato si discute uno dei disegni di legge

La proposta è stata presentata dal primo firmatario Ignazio Angioni (Pd). Prevede il riconoscimento della figura e affida alle regioni il compito di stabilire prestazioni, ausili, contributi e supporti. Calendarizzate altre due proposte per il riconoscimento
Poltrone senato

ROMA - Viene presentato oggi al Senato il disegno di "Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del Caregiver familiare", dal primo firmatario Ignazio Angioni, senatore del Pd. La proposta e' stata sottoscritta da 73 senatori di diversi gruppi. Si tratta di una delle tre principali proposte in materia che attendono di essere discusse. Il testo di Angioni, presentato anche alla Camera dal deputato Edoardo Patriarca.

Il testo parte da una definizione del caregiver familiare (articolo 2) come colui che si prende cura, volontariamente e gratuitamente, in modo costante e continuativo, di un familiare entro il secondo grado, invalido civile al 100 per 100, che necessiti di assistenza globale e continua. L'articolo 3 riguarda il "riconoscimento" di questa figura, che spetta alle regioni, le quali stabiliscono anche “le prestazioni, gli ausili, i contributi necessari e i supporti che i servizi socio-sanitari e sanitari si impegnano a fornire, al fine di permettere al caregiver familiare di affrontare al meglio possibile difficoltà o urgenze e di svolgere le normali attività di assistenza e di cura in maniera appropriata e senza rischi per l’assistito e per se stessa”. 

La proposta, sempre all'articolo 4, prevede “flessibilità e permessi lavorativi” per i caregiver familiari, come pure formazione e informazione, insieme a “supporto psicologico”, “soluzioni condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale segnalate dal caregiver familiare” e il “supporto di reti solidali” e gruppi di auto mutuo aiuto. Previsti anche “consulenze e contributi per l’adattamento dell’ambiente domestico della persona assistita” e domiciliarizzazoine delle visite specialistiche. L'articolo 5 è interamente dedicato al tema della “conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza”. Dal punto di vista economico, si propone “una detrazione fiscale o un credito d’imposta relativamente al 50 per cento delle spese sostenute dal caregiver familiare per la sua attività di cura e di assistenza, fino a un importo massimo di 1.000 euro annui”. Per finire, sono previste azioni di sensibilizzazione e ricerche dedicate.

Accanto alla proposta che viene oggi presentata in Senato, ne esistono almeno altre due: una depositata al Senato alla fine dello scorso anno, “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, prima firmataria Laura Bignami. Questa pone l'accento sulle tutele in quattro settori: previdenziale, sanitaria, assicurativa e finanziaria. Questa proposta è stata fortemente sostenuta dal Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, che oggi denuncia: "Il 22 Giugno la maggioranza del Senato taliano ha votato contro la calendarizzazione del provvedimento AS 2128, a prima firma di Laura ?#Bignami? più altri 58 Senatori, volto al riconoscimento di tutele previdenziali, assicurative e sanitarie per i caregiver familiari a più alto carico assistenziale. Nel contempo - osserva il Coordinamento - viene discusso in Commissione Lavoro una disegno di Legge promosso dalla maggioranza, che rappresenta una vera e propria presa in giro per tutti coloro che assistono un familiare non autosufficiente, visto che mancano tutele e misure di sostegno concrete ed efficaci, soprattutto per le famiglie più fagili".

Una terza proposta, infine, è stata depositata alla Camera nel novembre scorso, “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno dell'attività di cura e assistenza”, prima firmataria Vanna Iori. Questa, oltre a definire il ruolo, le funzioni e le attività del caregiver, prevede che “i servizi sociali e i servizi delle aziende sanitarie riconoscano la figura del caregiver familiare quale risorsa volontaria dei servizi locali di assistenza alla persona e assicurino il sostegno e l'affiancamento necessario per lo svolgimento dell'attività di assistenza e cura”, fornendo anche “orientamento e informazioni sui criteri di accesso alle prestazioni sociali e sanitarie”. Fondamentale l'accento posto sulla domiciliarità: “al fine di favorire la permanenza della persona cara assistita al proprio domicilio, il caregiver deve essere coinvolto in modo attivo nel percorso di valutazione, definizione e realizzazione del piano assistenziale individualizzato”. Vengono poi previste e definite le “reti di supporto” al caregiver familiare, nonché gli interventi di sostegno da parte dei vari enti competenti: stato, regioni, comuni e Asl. Tra questi, il “pensionamento anticipato dei caregiver con particolare riguardo alle donne lavoratrici che sono impossibilitate a occuparsi di una persona cara non autosufficiente e a conciliare con tale attività le proprie esigenze lavorative”. (cl)

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