11 dicembre 2018 ore: 11:30
Immigrazione

Carta di Roma. Più visibilità sulle migrazioni in Tv: nei Tg un servizio su dieci

Nei primi dieci mesi del 2018 sono oltre 4 mila le notizie mandate in onda dai telegiornali delle sette reti generaliste, 300 in più rispetto al 2017. I dati del sesto rapporto Carta di Roma. Tuttavia, “non c’è correlazione netta tra numero delle notizie e l’aumento della paura verso gli immigrati”
Migranti, salvataggio in mare, barconi - SITO NUOVO

ROMA - Cresce la visibilità del tema migrazioni nelle edizioni del prime time dei telegiornali, ma non c’è correlazione netta tra numero di notizie e aumento della paura verso i migranti. È quanto evidenzia il sesto rapporto Carta di Roma 2018 “Notizie di chiusura” presentato oggi a Roma e realizzato analizzando le sette reti generaliste italiane (TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto e TgLa7). Solo nei primi dieci mesi del 2018, sono oltre 4 mila le notizie sul tema, 300 in più rispetto allo stesso periodo del 2017: una presenza che riguarda il 10 per cento di tutti i servizi mandati in onda, contro il 5 per cento registrato fino al 2016, e con soli 13 giorni in cui nelle diverse edizioni dei telegiornali non è andata neanche una notizia sul tema.  

I picchi di visibilità sono stati raggiunti in due o tre occasioni e hanno fatto registrare numeri record. Si va dall’omicidio di Pamela Mastropietro e del raid razzista compiuto da Luca Traini, alle vicende della nave Aquarius e della nave Diciotti. Tuttavia, “non esiste una correlazione netta tra il numero delle notizie e l’aumento della paura verso gli immigrati”, si legge nel testo del rapporto. Una elevata esposizione del fenomeno (come nel 2015) non corrisponde a un incremento dell’insicurezza - spiega il rapporto -, anzi nel mese di giugno del 2018 c’è un lieve calo della paura nei confronti dei migranti. Il 41 per cento dei cittadini (2 punti percentuali in meno rispetto al 2017) ritiene che immigrati e migranti costituiscano una minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico, in ragione delle difficoltà legate all’inclusione sociale e allo stato di povertà e disagio in cui versano coloro che giungono in Italia”.

La visibilità del tema è continua durante tutto l’anno, poiché associata alla dimensione politica, non soltanto italiana ma anche europea e internazionale, spiega il rapporto. Tuttavia, nel mese di giugno 2018 si è registrato il numero più alto di notizie dal 2015 a oggi: 875 servizi in 30 giorni, una media di 4 notizie al giorno a telegiornale.  Il primo tema dell’agenda dell’immigrazione riguarda i flussi migratori (38 per cento), seguito dalla criminalità e sicurezza (32 per cento), seguono i temi dell’accoglienza e della società e cultura. Flussi migratori e criminalità e sicurezza, occupano quindi il 70 per cento dell’agenda complessiva, spiega il rapporto. Rispetto agli anni precedenti, però, nel 2018 la dimensione securitaria prevale su quella della criminalità. In 6 servizi su 10 si parla, per esempio, di: controlli alle frontiere, verifiche della regolarità dei permessi di soggiorno e dei documenti, proposte per l’applicazione di misure più restrittive in merito alla concessione del diritto di asilo per motivi umanitari, operazioni “spiagge sicure” e “strade sicure”.

La voce degli immigrati. Un’interessante analisi riguarda la “voce” degli immigrati, dei rifugiati e dei richiedenti asilo nei notiziari. Nel 2018, la loro voce è presente nel 16 per cento dei servizi sull’immigrazione. Un dato in forte crescita rispetto al 2017, quando rappresentava solo il 7 per cento. Tuttavia, la loro voce risulta essere protagonista principalmente in due contesti tematici: le aggressioni e gli attacchi di matrice razzista e le notizie relative al caporalato e allo sfruttamento lavorativo. “Sembra un progresso importante - spiega Valerio Cataldo, presidente dell’associazione Carta di Roma -, li ascoltiamo di più. In realtà l'analisi di quelle voci rivela che si tratta di testimonianze relative ad aggressioni a sfondo razziale. Li ascoltiamo di più non per capire chi sono e da dove vengono, ma perché vengono aggrediti”.

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