11 dicembre 2018 ore: 11:30
Immigrazione

Carta di Roma. Sui giornali meno allarmismi, ma è "emergenza permanente"

Nel 2018 diminuiscono i titoli sull’immigrazione sulle prime pagine dei giornali, calano i toni allarmistici, ma anche la voce “accoglienza”. Questi i risultati del sesto rapporto Carta di Roma 2018 “Notizie di chiusura” presentato oggi. Il lessico usato però “delinea una cornice di crisi infinita”

ROMA - Diminuiscono le notizie dedicate all’immigrazione sulle prime pagine dei giornali italiani, calano anche i toni allarmistici (mentre crescono i titoli rassicuranti), ma negli ultimi sei anni il filo conduttore dell’informazione sul fenomeno migratorio è quello dell’emergenza permanente. Sono questi i trend evidenziati dal sesto rapporto Carta di Roma 2018 “Notizie di chiusura” presentato ogg. Secondo le analisi condotte dall’Associazione Carta di Roma, infatti, sulle prime pagine dei cinque quotidiani analizzati, nel 2018 sono apparse 834 notizie dedicate all’immigrazione. Erano più di mille nel 2017, 1.389 nel 2016 e 1.336 nel 2015. Nel 2018, quindi, c’è stato un calo del 17 per cento di notizie rispetto al 2017 e del 38 per cento rispetto al 2015. “Nonostante la flessione palpabile - spiega il rapporto -, la quantità di notizie sulle prime pagine dei quotidiani nel 2018 rimane importante, 834 titoli su cinque testate in dieci mesi significa una media di 83 titoli sull’immigrazione al mese”. I due quotidiani che hanno dedicato più notizie al tema immigrazione nel 2018, spiega il rapporto, sono Avvenire (251) e Il Giornale (190) anche se “con tagli divergenti”. La Stampa, La Repubblica e il Corriere della sera, invece, hanno pubblicato un numero di notizie in prima pagina simile tra di loro, che oscilla dalle 137 de La Stampa alle 123 del Corriere della sera. 

Diminuisce la voce “accoglienza”. Nonostante il calo delle notizie riguardanti l’immigrazione, non tutti i tagli con cui è stato affrontato il tema hanno subito una flessione. A far registrare una brusca diminuzione è la voce “accoglienza”, passata dal 54 per cento del 2015 al 17 per cento del 2018. Allo stesso tempo, la voce dei “flussi migratori” ha fatto un raddoppio: passa dal 23 per cento del 2015 al 47 per cento del 2018. In lieve calo la voce “criminalità e sicurezza”: nel 2018 riguarda l’11 per cento delle notizie, contro il 15 per cento dell’anno precedente. Stabile al 5 per cento, rispetto allo scorso anno, la voce terrorismo. 

Toni allarmistici in calo. Secondo il sesto rapporto di Carta di Roma, nel 2018, si è registrata una diminuzione dei toni allarmistici nella stampa. “Circa un quarto delle notizie (24 per cento) ha toni allarmistici nel 2018 - si legge nel rapporto -, una riduzione di 22 punti rispetto all’anno precedente, che aveva registrato il 46 per cento di titoli dai toni allarmistici”. Le tematiche più “permeabili” ai toni allarmistici, spiega il rapporto, sono quelle della criminalità, della sicurezza e del terrorismo, ma una buona quota di titoli riguarda anche i flussi migratori, per il “reiterato uso di termini come invasione, allarme e emergenza”. A fronte del calo dei toni allarmistici, crescono, invece, i titoli rassicuranti: sonopassati dal 5 per cento del 2017 al 12 per cento del 2018. 

Emergenza permanente. L’analisi lessicale dei titoli di oltre 300 testate, spiega il rapporto, conferma la centralità del tema immigrazione nell’informazione degli ultimi sei anni. Secondo lo studio, è il 2015 l’anno che ha prodotto il maggior numero di titoli, ovvero oltre 19 mila, con una media di 53 titoli al giorno. Nel 2018, i titoli sono scesi a 10.540, con una media giornaliera di 37 titoli. Il “filo conduttore” dell’informazione sul fenomeno, tuttavia, negli ultimi sei anni è quello dell’emergenza permanente. “Il lessico adoperato delinea una cornice di ‘crisi infinita’ - spiega il rapporto -, endemica, che muta nel tempo e dilaga dalla cronaca al dibattito politico, interno all’Italia e tra istituzioni europee”.  

Torna l’uso del termine clandestino Se negli anni passati la parola simbolo è stata Lampedusa, Mare nostrum, Europa, muri e Ong, nel 2018 è “Salvini” la parola protagonista dei titoli dei giornali. “Nel 2018, il ministro Salvini conquista l’8,2 per cento dei titoli della stampa sul tema migranti - spiega il rapporto -. Una penetrazione molto elevata e costante nel tempo, con almeno un titolo di stampa un giorno sì e uno no durante i primi dieci mesi del 2018. Il dato conferma quanto la copertura mediatica del ministro sia strettamente associata al tema migranti”. L’analisi lessicale dei titoli dei giornali, tuttavia, mostra anche altri aspetti interessanti. Prima di tutto un progressivo spostamento dal termine immigrato a migrante “che connota l’azione del migrare di soggetti in perenne movimento - si legge nel rapporto -, condizione di spostamento durevole per lo status di attesa (di permessi umanitari) e di transito (verso altre mete), e un andamento altalenante, ma in calo nell’ultimo biennio, del termine rifugiato/profugo”. L’appellativo “clandestino”, invece, fatica a tramontare. “Dal 2013 al 2016, l’uso del termine è calato - spiega l’associazione Carta di Roma -, dal 2017 si registra invece un’inversione di tendenza con un incremento di occorrenze che prosegue nel 2018. L’uso di altri termini inappropriati, come nomadi, zingari, vu cumprà e negri, si è invece ampiamente ridotta nel corso degli anni”.

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