Casa delle donne, a Bologna aumentano le richieste di aiuto
Opera finalista
BOLOGNA – Trentatrè donne e 37 minori per Save (case per vittime in situazione di emergenza). Cento donne in più negli alloggi, 109 casi di femminicidio, più 78 tentati. Sono questi alcuni dei numeri riportati nel bilancio della Casa delle Donne di Bologna, il centro contro la violenza sulle donne nato nel 1989. “Quando ho iniziato a lavorare vent’anni fa – racconta Angela Romanin del centro – si pensava che a subire le violenze fossero solo quelle più sfortunate ma la violenza di genere colpisce tutte le donne”. Dati alla mano, quest’anno, non ci sono stati picchi rilevanti ma ad agosto si è registrato un incremento di 100 domande d’aiuto in più rispetto lo scorso anno. Di tutte le donne accolte circa il 20 per cento ha sporto denuncia (il 13 per cento in più rispetto il dato nazionale Istat).
Fino al 31 ottobre sono state 561 le donne che si sono rivolte per la prima volta al centro, di cui 360 italiane e 201 straniere. Nei 3 appartamenti protetti della Casa delle donne, che contano un totale di 18 posti, sono state accolte 7 italiane e 17 straniere. Mentre nei 7 alloggi di transizione e cioè in condizioni di semiautonomia, sono stati ospitati, dal 2012, 9 donne (7 straniere e 2 italiane) e 15 minori. La Casa delle Donne infatti cerca anche di preservare i bambini sui quali, è ovvio, si ripercuotono le difficoltà di una dinamica familiare violenta. Nel 2013 hanno usufruito di un intervento specializzato 11 minori stranieri e 11 italiani. Ai bambini è rivolto anche un percorso di sostegno psicologico del quale hanno usufruito in 4. I numeri si alzano se si parla sì di supporto psicologico, ma rivolto ai genitori di minori vittime di violenza domestica: questo ha coinvolto 38 italiani e 12 stranieri.
“Oltre la strada” è invece il progetto volto al sostegno delle donne straniere vittime di tratta e prostituzione che, oltre all’ospitalità, prevede un percorso di inserimento sociale e assistenza legale: sono state seguite 32 donne (20 anche ospitate), con una percentuale del 58 per cento di nigeriane e un 21 per cento di donne provenienti dall’Europa dell’Est. Inoltre, da un anno, la Casa delle Donne partecipa al progetto Save che prevede la gestione di un appartamento di sicurezza e accoglienza per vittime in emergenza, che conta 8 posti letto. Sono state ospitate 24 straniere e 9 italiane, con a seguito 28 bambini stranieri e 9 di nazionalità italiana. Non numeri da capogiro ma costanti negli anni a esclusione del 2007. “In quell’anno – sottolinea Angela Romanin – abbiamo registrato un picco importante, cioè da quando i mass media hanno iniziato a parlare della problematica e le donne hanno avuto più coraggio”. Lo scarto infatti è stato 191 donne, passando da una richiesta di aiuto da 360 a 551 donne. Nel 2012 sono state 581. (irene leonardi)